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06 Dicembre 2025 0 Commenti Samuele Mannini
genere: Hard Rock
anno: 1989
etichetta: Warner
ristampe:
Tracklist:
1. Sleeping My Day Away
2. Jihad
3. Point of View
4. Rim of Hell
5. Zcmi
6. True Believer
7. Girl Nation
8. Lords of the Atlas
9. Overmuch
10. Siamese Twin
11. Wild Talk
12. Ill Will
Formazione:
Jesper Binzer (Voce, Chitarra)
Jacob Binzer (Chitarra)
Stig Pedersen (Basso)
Peter Lundholm Jensen (Batteria)
Se c’è un gruppo che, insieme ai Pretty Maids, ha portato in alto la bandiera danese nella scena hard rock tra gli anni ’80 e ’90, questi sono i D‑A‑D. Con No Fuel Left for the Pilgrims (1989) hanno segnato un’epoca, firmando quello che è unanimemente considerato il loro capolavoro: un disco che sancisce il salto di qualità definitivo in termini di scrittura, coesione e ispirazione. Fin dalle prime note, il full-length esplode come una bomba ad altissimo potenziale.
Il gruppo nasce nei primi anni ’80 con una vocazione decisamente punk. Dopo la stabilizzazione della line up e la scelta del nome Disneyland After Dark, una sorta di omaggio ma anche di critica all’influenza culturale americana dell’epoca, il sound inizia gradualmente a integrarsi con elementi più vicini al country e al southern rock, mentre il songwriting continua a maturare. La possibilità di suonare negli Stati Uniti dona alla band una nuova consapevolezza: già affermati in patria grazie ai loro live energici ed esaltanti, i musicisti cominciano a incorporare componenti tipicamente hard rock, dando vita a uno stile unico nella scena.
È proprio con Slippin’ My Day Away che arriva la svolta: il pezzo funziona, piace, e la fama del gruppo comincia a superare i confini scandinavi. A quel punto la Warner propone alla band un contratto molto sostanzioso per almeno due album, a patto però di abbreviare il nome in D‑A‑D per evitare possibili controversie legali con la Disney. Il resto, come spesso si dice, è storia. Musicalmente, No Fuel Left for the Pilgrims si presenta come un hard rock piuttosto melodico, ma al tempo stesso grezzo e sporco, capace di sorprendere per una peculiarità insolita per una band danese: un groove fortemente influenzato dal southern rock americano. E funziona ancora oggi, perché il disco appare diretto e potente solo in superficie, rivelando invece un gusto per gli arrangiamenti decisamente sopra la media.
L’album ci regala dodici tracce da ascoltare a raffica.
L’attacco è affidato alla già citata Sleeping My Day Away, e molti ricorderanno il celebre video su MTV, con il bassista dal basso a due corde e il casco con la croce rossa mentre fa esplodere petardi qua e là. Il brano è semplicemente magnifico: un vero anthem, sostenuto da un ritmo cadenzato, da una chitarra slide languida che crea quel tipico tono glissato del southern rock e da un hook assolutamente perfetto. E credetemi, visto che quando impugnavo indegnamente il microfono con la mia band l’abbiamo coverizzata, è molto più raffinata di quanto sembri all’apparenza.
Subito dopo, Jihad colpisce come un pugno diretto in piena mandibola. La voce di Jesper Binzer è abrasiva, roca e graffiante, mentre il brano sprigiona una potenza che ricorda i migliori AC/DC, rivelando le radici punk della band anche nella sua durata. È proprio il testo di questa canzone a dare il titolo all’album.
Tracce come Point of View e Rim of Hell mettono in luce i lati più oscuri e riflessivi della band, con riff che richiamano qua e là lo stoner rock. Rim of Hell appare come un vero altoforno sonoro: il brano procede lentamente con strofe ben calibrate per esplodere poi in un ritornello devastante, che fa tremare gli altoparlanti.
Con ZCMI il ritmo accelera bruscamente, impedendo all’ascoltatore di restare fermo, grazie a riff serrati e a una sezione ritmica ben in evidenza. Non mancano momenti melodici di grande pregio, come Girl Nation, ricco di intuizioni e melodie irresistibili, oppure pezzi martellanti come Overmuch, un vero masso che si stacca dalle montagne.
La traccia finale, Ill Will, chiude l’album con un pugno sonoro poderoso. È un indurimento netto del suono, con un’atmosfera che si avventura anche in territori lontani dall’hard rock.
I D‑A‑D, con la loro attitudine sregolata e punk, hanno dato vita a un’autentica gemma di hard rock crudo e melodico. Nonostante le difficoltà, come l’ira dell’etichetta per il video di Sleeping My Day Away, su cui aveva investito ingenti risorse, l’album ha riscosso un grande successo: No Fuel Left for the Pilgrims ha venduto circa 600.000 copie nel mondo. Rimane un esempio di songwriting raffinato, capace di regalare emozioni ancora oggi, e il loro ultimo album (Qui La Recensione) conferma che la band è ancora in forma smagliante, con un sound estremamente contemporaneo e moderno. Lunga vita ai D‑A‑D!
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