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21 Novembre 2025 6 Commenti Yuri Picasso
genere: Melodic Rock
anno: 2025
etichetta: Frontiers
Tracklist:
1. Out With A Bang
2. Rodeo
3. 1985
4. Endeavour
5. Hand On Heart
6. Heaven's Waiting
7. Back To The Future
8. Mad Honey
9. Adam & Evil
10. Your Majesty
11. Night Brigade
12. In The Blink Of An Eye
13. One Minute To Breathe
Formazione:
Robert Ernlund: Vocals;
Anders Wikström: Guitars,Vocals;
Nalle Påhlsson: Bass;
Jamie Borger: Drums;
Patrick Appelgren: Keyboards
In un’epoca in cui i dischi vengono comprati da una manciata di fan per lo più attempati e nostalgici come il sottoscritto, in un tempo in cui creare musica equivale ad aprire app (gratuite) su un qualunque smartphone, gli svedesi Treat non si sentono ancora pronti per la pensione e rinnovano il sodalizio con Frontiers per il loro decimo album in studio. 40 anni sono passati dal loro debutto “Scratch and Bite” e 3 dal loro ultimo parto “The Endgame”. A detta del mastermind Anders Wikstrom in ‘The Wildcard’, dalla grafica riuscitissima ed accattivante, i nostri sono stati in grado di ripercorrere tutte le fasi artistiche della band creando un manipolo di canzoni, ben 13, capaci di rassicurare i fan di prima data e di mettersi in buona mostra dinanzi le nuove leve. E se dovessi essere sintetico, si, ci sono riusciti. Insomma, certamente nulla di nuovo o di rivoluzionario, ma anche grazie alla produzione impeccabilmente “nordica” di Peter Mansson, il disco scorre via tra richiami tipicamente 80’s del tempo che fu e rivisitazioni in chiave moderna dettati da una band in uno stato di forma notevole, con un Robert Ernlund sugli scudi dietro al microfono.
“Out With a Bang” recupera sin dal primo attacco lo spirito festaiolo e sunrise di ‘The Pleasure Principle’; segue “Rodeo”, forse la best track per mezzo di un mix melodia/attitudine sfociante in un ritornello perfetto.
“1985” rimane in testa a partire dalla seconda strofa. Tastiere che creano armonie leggiadre e sorridenti con linee vocali e chitarre sempre presenti e mai invasive.
Un trittico che mostra esperienza, classe, abilità compositive. La dote si riconferma con il mid tempo “Endeavour” il quale mischia nostalgia a un sapiente costrutto compositivo.
Da qui in poi il livello si normalizza, rimanendo sempre sopra la sufficienza.
I lenti rimangono, forse, i pezzi meno brillanti dell’intero lotto, lontani dai livelli di “Best of Me” o “A Life To Die For”. Qui rispondono al nome di “Heaven’s Waiting” e “Your Majesty”.
“Mad Honey” smuove con grinta strofe americaneggianti a la Survivor per rincasare in un coro AOR ad ampio respiro tipico della band.
Sul finale la diretta “In The Blink of An Eye” e le melodie di “One Minute to Breathe” ripercorrono, con successo, il sound sviluppato su lavori quali ‘Tunguska’ e ‘The End Game’.
L’intero lavoro corre su binari rodati e conosciuti; co-progettati sin dagli albori dalla medesima band. Sarebbe disonesto e inopportuno chiedere loro di inventare qualcosa di nuovo o stravolgere le regole del gioco. Fedeli a se Stessi con la garanzia di qualità che li ha sempre contraddistinti.
© 2025, Yuri Picasso. All rights reserved.
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