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27 Novembre 2025 1 Commento Yuri Picasso
genere: Hard & Heavy
anno: 2025
etichetta: Escape
Tracklist:
1. Jaws Of Life
2. Power To The People
3. Hangman
4. Seasons
5. What The Hell Is Goin' On
6. Groove Central
7. Fool In Rain
8. How Many Times
9. Torn
10. Apolitical Ecstasy
Formazione:
Dino Jelusick: Vocals, Keyboards, Guitars;
Ivan Keller: Guitars;
Luka Brodaric: Bass;
Mario Lepoglavec: Drums
Arriviamo a questa recensione con un certo ritardo: non tutte le etichette ci inviano i promo delle nuove uscite e l’anno, oltre a essere ricchissimo di pubblicazioni, è stato segnato anche da qualche intoppo di redazione. Probabilmente lo avrete già ascoltato e assimilato a dovere, ma vogliamo comunque dire la nostra sul secondo lavoro solista di Dino Jelusick, talentuoso cantante croato già attivo con Animal Drive e con i Whitesnake (dal vivo dal 2021).
Edito da Escape il 19 Settembre, Le coordinate artistiche di ‘Apolitical Ecstasy’ amplificano le volontà espresse col precedente ‘Follow The Blind Mand’ attraversando il metal con sonorità moderne, melodiche e aggressive, dando in pasto agli ascoltatori un lavoro imprevedibile ma di qualità. Il sound forgiato negli anni da acts quali Five Finger Death Punch e Avenged Sevenfold viene cavalcato nei pezzi più diretti (“Hangman”); a volte intriso di semplice rock (What The Hell Is Going On) oppure convertito in bordate heavy quali “Power To The People”. Dalle prime battute dell’opener “Jaws of Life” non mancherà all’ascoltatore l’effetto sorpresa e se l’attenzione rimarrà solida potrebbe ritrovarsi tra le mani un lavoro diverso dalle prevedibili uscite di questi ultimi tempi, personale e piacevole.
“Seasons” è autobiografica e introspettiva, una rilettura moderna di come suonavano le glam metal band nei primi anni 90 (consiglio, recuperate il video).
Le aperture più convenzionali e tradizionalmente rock di “Fool in Rain” anticipano “How Many Times”, mirata tra l’Industrial e lo Shock Rock, sorprendentemente rimembrante il miglior Marilyn Manson.
La poliedricità sonora viene confermata da un mid tempo che strizza l’occhio al gothic in “Torn”. La nervosa e conclusiva title track è figlia indiretta del sound più aggressivo degli Alter Bridge colorita da un bel taglio melodico alla chitarra. La voce di Dino rimane l’elemento catalizzatore, un timbro fuori dal comune unito a strumentisti di assoluto valore.
Per apprezzare un lavoro eccezionalmente policromatico serve essere di orecchie tolleranti ed aperte ai fini di concedere ad ‘Apolitical Ecstasy’ di suonare la propria natura più volte dalle Cuffie/Stereo. Di fatto un mix di sorprese e talento.
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