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05 Settembre 2025 3 Commenti Giulio Burato
genere: Hard Rock
anno: 2025
etichetta: Lions Pride
Tracklist:
1. Badlands
2. Believe
3. Chains Of Renegade
4. High School Haze
5. Venomous Embrace
6. The Answer
7. Echoes Of Thunder
8. I Will Survive
9. Battles At The Fore
Formazione:
Chenie Sintang VOCE
Ben Silvers CHIATARRA
Las Berine BASSO
Aaron Marak BATTERIA
Nella “gara tra il giocatore e il banco”, non la spunta chi si avvicina al punteggio di 21 punti, ma vince, nel nostro caso, questa sorprendente band che arriva dalla lontana India: i Black Jack!
Sulle scene musicali dal 2015, negli anni, a forza di numerosi live, i Black Jack hanno affilato le armi, diventando una realtà consolidata e di interesse, tanto da essere messa sotto contratto da Lions Pride.
Caratterizzati da riff di chitarra fragorosi (Ben Silvers), una voce che svetta (Chenie Sintang), una sezione ritmica incalzante (Las Berine e Aaron Marak) e melodie potenti che accendono i sensi.
La scaletta si apre con “Badlands”, intro acustica-blues, che attinge e ha famigliarità con i Bon Jovi di “New Jersey” e i Cinderella di “Heartbreak station”, ma è un fuoco di paglia, in quanto tanta, “polverosa” tranquillità viene subito spazzata via dal sommo singolo “Believe”, una hit che ci evidenzia l’accuratezza della produzione e l’energia contagiosa che sprigionano i quattro ragazzi del sud Asia, regalandoci un mix che prende spunto da Halestorm e, in alcuni passaggi, dai leggendari Aerosmith.
Non meno apprezzabile la successiva “Chains of renegade” incatenata alla precedente da un altro bel bridge, strutturato ed efficace come il lavoro di Ben Silvers alla chitarra che continua imperterrito anche in “High school haze”, puro rock and roll di altre annate.
I riferimenti già fatti a Lizzy Hale sono maggiormente evidenti in “Venomous embrace” dove Chenie sfoggia una prestazione vocale che ricorda la più famosa collega americana. Sezione ritmica sempre sul pezzo.
“The answer” è una delicata carezza acustica tra Heart ed Evanescence; la risposta e l’ulteriore riprova che questa band sa comporre egregiamente canzoni.
“Echoes of thunder” rimbomba come un tuono e illumina come un lampo, un perfetto incrocio tra Lee Aaron e Lita Ford degli anni d’oro. Si chiude con il primo estratto “I will survive” e la conclusiva “Battles at the fore”, entrambe dotate di tastiere in apertura e una grande freschezza sonora nel loro incedere.
Da segnalare che sul tubo è presente anche “Walgmik”, altro pezzone uscito nel 2023, in cui c’è un altro vocalist, tale Sil Heavens.
“XXI” è un disco con il botto, dei fuochi d’artificio indiani che illumineranno i padiglioni auricolari di chi ascolterà questo album fresco e carico di sano hard rock.
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