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Recensione

88/100

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Barnabas Sky – Over The Horizon – Recensione

09 Settembre 2025 1 Commento Alberto Rozza

genere: Melodic Rock
anno: 2025
etichetta: Pride & Joy

Tracklist:

The Sign Of The Wolf

One By One

Platform Of A Star

Over The Horizon

The Only Way

Book Of Faces

Lone Wolf

Dreams

Fire Falls

Scirocco Sands

Formazione:

Markus Pfeffer - Guitars, Bass, Guitarsynthesizer, Synthesizer, Backing Vocals

Thomas Rieder - Drums, Percussions

Ospiti:

Danny Vaughn, Tony Harnell, Dirk Kennedy, Lee Small, David Cagle, Conny Lind, Deibys Artigas – Vocals

Jorris Guilbaud - String-Arrangement

Thomas Nitschke - Additional Synths & FX

Contatti:

Sito: https://barnabassky.lnk.to/whatcomestolight

Facebook: https://www.facebook.com/barnabasskyband

 

Tornano i Barnabas Sky di Markus Pfeffer, con il loro terzo album, ricco di atmosfere melodiche e di ospiti dal grandissimo talento e spessore musicale.

Un ululato introduce “The Sign Of The Wolf”, intensa, suadente e dalla trama complessa, dove ogni strumento trova la sua giusta collocazione, senza eccedere o risultare stucchevole. Proseguiamo con “One By One”, più oscura e tagliente, emozionante, sempre di grandissimo livello, dove i fraseggi voce – chitarra la fanno da padrone. “Platform Of A Star” aumenta i battiti, dando all’ascoltatore una sensazione di solarità e ariosità, soprattutto nella parte del ritornello, assolutamente ben scritta e gradevole. Arriviamo alla title – track “Over The Horizon”, una perla singolarissima, ben strutturata, musicalmente sublime e dall’impatto interessante. Ci rilassiamo qualche minuto con il lento “The Only Way”, sempre piacevole e capace di scaldare i cuori. “Book Of Faces” ci riporta su livelli altissimi, con un riff poderoso e spietato, ben accompagnato dai synth, a creare una sinergia perfetta e un risultato accattivante e positivo. Molto anni ‘80, “Lone Wolf” stuzzica il palato degli aficionados del genere dell’età dell’oro del rock melodico, così come “Dreams”, dal mood più hard rock e cadenzato, ma sempre ben eseguita. “Fire Falls” è un buon pezzo, senza infamia e senza lode, in perfetto stile e che trova la sua giusta collocazione in questo album. Concludiamo l’ascolto di questo buonissimo lavoro con “Scirocco Sands”, che con i suoi 9 minuti ci congeda, lasciandoci, come succede sempre coi Barnabas Sky, un buonissimo ricordo e la sensazione che l’hard rock melodico si possa ancora fare a grandi livelli.

© 2025, Alberto Rozza. All rights reserved.

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