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22 Agosto 2025 Comment Francesco Donato
genere: Hard Rock
anno: 2025
etichetta: Mighty Music
Tracklist:
01. Hard Rock Warrior
02. Wrong Side Of Desire
03. Home Tonight
04. Angel Of Mine
05. Can’t Say Goodbye
06. I Am The Night
07. Losing My Mind
08. Too Good To You
09. Cut You Loose
10. Turn To Me
11. Man On The Silver Mountain
Formazione:
Robert Majd – chitarra
Björn Strid – voce
John Lönnmyr – tastiere
Magnus Ulfstedt – batteria
Rasmus Ehrnborn – basso
Quarto lavoro in studio per i NightHawk, band che per chi non ricordasse, è nata durante il periodo del COVID per mano del bassista Robert Majd (Metalite, Captain Black Beard, Fans Of The Dark).
Progetto che ha consentito a Majd di suonare la chitarra è sperimentare nuove soluzioni musicali.
Questo “Six Three O” arriva ad un anno di distanza dal buon album “Vampire Blues” ed è stato registrato ai Rockfield Studios in Galles, per intenderci lo stesso studio utilizzato da gruppi come Queen e Oasis.
La prima cosa che spicca all’ascolto è la durata volutamente breve di tutti i brani.
Tutto compreso tra i 2:25 di “Losing My Mind” e i 3:42 di “Man On The Silver Mountain”.
L’album è sicuramente destinato agli amanti del più classico Hard Rock, con ottimi brani che pur non facendo gridare al miracolo rendono l’ascolto fluido e omogeneo.
Si parte con l’enenrgica “Hard Rock Warrior” pezzo dove la chitarra di Majd fa da padrona, ricamando e dando il tiro ad uno dei brani più piacevoli del lavoro.
Si prosegue con “Wrong Side Of Desire” e “Home Tonight”, ottime prove evocative che richiamano alla mente band come Styx, Kansas e Rainbow.
“Angel Of Mine” possiede il classico tiro hard rock governato da melodia e tastiere incisive.
Ottima anche la successiva “Can’t Say Goodbye” con tastiere ai confini del prog e la rockeggiante “I Am The Night”.
Difficile trovare un filler, tutte le carte sono al posto giusto, giocando in appena 33 minuti.
Arriva il turno di “Turn To You” pezzo di gran qualità, anch’esso sospeso su aree prog.
Altra grande conferma è “Too Good To You” pezzo dall’ottimo refrain e probabilmente il pezzo più tirato del disco.
L’album si chiude con la reinterpretazione superba di “Man On The Silver Mountain” dei Rainbow. Scelta che dice tutto sulla direzione intrapresa dalla band in merito a questo album.
In sintesi, un ottimo album celebrativo che chi ama determinate sonorità classiche ascolterà con estremo piacere.
Un disco compatto, essenziale ed ispirato, che potrebbe essere un ottimo candidato per le top ten di fine anno.
© 2025, Francesco Donato. All rights reserved.
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