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01 Maggio 2025 1 Commento Alberto Rozza
genere: Melodic Rock
anno: 2025
etichetta: Frontiers
Tracklist:
Cd 1
Resurrection
Courageous
Journey Man
The One Who Breathes Me
The Wild
Charlatan
Soul Music
Sleepwalking
Last Man Standing
Make Believe World
The Family Way
Fearless
The Last Amen
Cd 2
Since You’ve Been Gone
Winning
God Gave Rock And Roll To You
Voices
New York Groove
You Can Do Magic
Liar
I Know There’s Something Going On
I Surrender
No More The Fool
So You Win Again
Free Me
On The Rebound
Formazione:
Russ Ballard – Guitar, Vocals
Contatti:
Sito: https://russballardmusic.com/
Facebook: https://facebook.com/RussBallardMusicOfficial
Grande ritorno per una delle più grandi penne del music business anni ‘80: Russ Ballard, songwriter per tantissimi artisti del panorama hard rock anni ‘70 e ‘80 e non solo, ci consegna un doppio album suddiviso in tracce inedite e grandi reinterpretazioni dei suoi classici.
Partiamo dal CD 1, ovvero dalle tracce inedite: l’opening “Resurrection” è emblematica, piacevolissima, dal ritornello martellante, ottimo inizio. “Courageous” risulta molto intensa e passionale, non particolarmente originale, ma sicuramente godibile. Con “Journey Man” ci spostiamo verso orizzonti più poppeggianti, con ritmiche cadenzate e una dinamica ben strutturata. La voce suadente e il calore complessivo del cantato proseguono con “The One Who Breathes Me”, particolare, dalle sfaccettature oscure e inconsuete, così come la successiva “The Wild”, che non varia molto dall’andazzo dell’album e dallo stile dell’autore. “Soul Music” rientra nella categoria ballatone: tappeto strumentale, chitarre acustiche, dinamiche che si aprono sul ritornello, un brano canonico e immancabile. Profonda e trasportante, arriva il momento di “Sleepwalking”, che si attesta sempre in quella categoria di pezzi dall’ascolto gradevole ma dalle sonorità non particolarmente originali. “Last Man Standing” sale maggiormente rispetto alle ultime tracce, mantenendosi in linea di galleggiamento, non presentando grandissimi slanci compositivi e tecnici, allo stesso modo di “Make Believe World”, che si mantiene sulle stesse atmosfere della canzone precedente. L’ispirazione e lo stile sono un po’ ripetitivi, ma comunque di qualità, come in “The Family Way”, che presenta una trama e una struttura evocativa e interessante. Torniamo a volare alto con “Fearless”, corale, aperta e dal ritornello titanico, sia a livello strumentale che vocale, una piccola gemma in coda. La parte inediti si chiude sulle soavi note di “The Last Amen”, dall’esecuzione impeccabile, che finalmente riesce a trasmettere emozioni vere e che convince al 100%.
Arriva il momento amarcord con i grandi classici rivisitati della carriera di Russ Ballard: apriamo le danze con “Since You’ve Been Gone”, brano super celebre che tutti noi abbiamo apprezzato nella splendida versione cantata da Graham Bonnet e che in questa occasione risorge magnificamente, perché un capolavoro resta tale per sempre. Proseguiamo con “Winning”, piacevolissima, scritta per i Santana di Carlos Santana, che sempre ci porta a gradevoli sensazioni. Chapeau per “God Gave Rock And Roll To You”, inimitabile, stupendo gioiello della musica contemporanea, sempre un po’ sottovalutato (soprattutto dai Kiss) ma per sempre nei cuori degli amanti del rock. Arriva il turno di “Voices”, successo della carriera solista di Ballard, di cui poco c’è da dire: classicone. Torniamo ai Kiss, sponda Ace Frehley, con “New York Groove”: altro giro, altre emozioni forti, altro successo strepitoso. “You Can Do Magic”, che ricordiamo nella discografia degli America, mantiene la sua intensità e gradevolezza, così come la successiva “Liar”, scritta per gli Argent, con il suo ritornello potente e deciso. “I Know There’s Something Going On” è pop puro, anche se reso in chiave più rockeggiante, riportandoci alla memoria gli anni ‘80 e la splendida Frida. Con “I Surrender” torniamo ai Rainbow, reinterpretati in maniera ottimale, mettendo in risalto l’ottima prestazione di Russ Ballard e company. Sempre anni ‘80, questa volta per Elkie Brooks, troviamo “No More The Fool”, intensissima, calda, strappalacrime, che lascia veramente l’ascoltatore arricchito e malinconicamente felice. Cambiamo un po’ genere con un brano scritto per gli Hot Chocolate: “So You Win Again”, di fatto un pezzo disco, dall’ottima resa e che non stona affatto all’interno del disco. “Free Me” non sbava, anche se manca la potenza vocale di Roger Daltrey, che resero questa traccia una grande hit nel passato. Chiudiamo questo lungo ascolto con un altro brano dalla carriera solista di Ballard, ovvero la celebre “On The Rebound”, su cui non c’è molto da aggiungere.
Concludiamo la recensione con una riflessione: ci troviamo di fronte a un disco lungo e impegnativo da ascoltare (26 tracce in totale), diviso nettamente in due parti. La sezione inedita, che non eccelle né per esecuzione né per originalità, si contrappone a un revival ben curato, capace di riportare alla mente un passato glorioso, costellato di grandi successi. Il voto finale riflette una sorta di media tra questi due aspetti. In ogni caso, un ascolto che merita sicuramente attenzione!
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