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01 Aprile 2025 3 Commenti Giulio Burato
genere: Hard Rock
anno: 2025
etichetta: Cooking Vinyl
Tracklist:
ROCK AND ROLL PARTY COWBOY
I HATE MYSELF
HOT ON MY TAIL
MORTAL DREAD
DON'T NEED SUNSHINE
THE LONGEST KISS
THE BATTLE FOR GADGET LAND
COLD HEARTED WOMAN
WALKING THROUGH FIRE
WEEKEND IN ROME
Formazione:
Justin Hawkins: voice, guitar
Dan Hawkins: guitar
Frankie Poullain: bass
Rufus Tiger Taylor: drums
Il 6 Luglio del 2024 ho finalmente avuto modo di vedere la versione live dei The Darkness al Metal Park di Romano d’Ezzelino (VI). Ho assaporato e apprezzato, sotto un temporale estivo, la vena folle e simpatica della band capitanata da Justin Hawkins; tale vena scorre in maniera inesorabile ed evidente anche nel nuovo album “Dreams on toast” in uscita per Cookyng Vinyl il 28/03/2025.
Le influenze da cui attingono principalmente i quattro ragazzi inglesi sono da sempre gli AC/DC e i Queen.
L’irriverente copertina ritrae, stranamente e solamente, Frankie Poullain e Rufus Tiger Taylor intenti in uno sketch che mi ricorda, nei toni, i film demenziali di Jim Carrey.
A riprova ulteriore della bizzarria del gruppo, l’uscita di ben cinque singoli, ossia metà della tracklist, prima della divulgazione dell’intero “Dreams on toast” (e anche qui, come tradurlo?).
Se il primo singolo “The longest kiss” è molto british pop nel suo incedere, orecchiabile ma mai stucchevole, con un assolo che ricorda la band di Freddy Mercury, nel secondo intitolato “I hate myself” sembra di sentire inizialmente i Blink 182 per poi addentrarsi in una canzone dalle mille sfaccettature, istrionica e pazza all’ennesima potenza, con chitarre e fiati che la girano e rigirano come un calzino. “Rock And Roll Party Cowboy” è un piccolo anthem da sentire in un prossimo live, con le strofe che mi ricordano gli Slave Raider e un ritornello ispirato.
“Walking Through Fire” è il quarto singolo, un ibrido tra una power ballad e qualcosa di già sentito in “Permission to land”, mentre “Hot On My Tail” è una ballata impolverata di country che va a braccetto con “Cold hearted woman”.
“Don’t need sunshine” è una canzone spensierata come il suo testo, leggera, che scorre come un ruscello di montagna; fanno da contraltare a questa leggerezza “The Battle for Gadget Land” che sterza verso il punk ruvido e “Mortal dread” che porta a galla la devozione per la band australiana per eccellenza.
La scaletta si chiude inaspettatamente con un omaggio alla nostra capitale. “Weekend In Rome” è una carezza con una voce parlata che accompagna le basi orchestrali che chiudono la canzone e questo sorprendente album, meno carico del passato, ma ricco di idee e dipinto in vari stili musicali.
Ben tornati, ai matti The Darkness!
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