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Rock Out – Let’s Call It Rock’N’Roll – Recensione

29 Aprile 2025 2 Commenti Alberto Rozza

genere: Hard Rock
anno: 2025
etichetta: Frontiers

Tracklist:

1. The Boys Are Back
2. Let’s Call It Rock’N’Roll
3. American Way
4. Pump It Up
5. Dynamite
6. Hcrnrsm
7. I Wanna Live
8. Tears Are The Rain
9. Hit Me
10. Don’t Call Me Honey

Formazione:

Florian Badetscher – guitar, vocals
Luca Gfeller – bass
David Bärtschi – drums
Severin Held – guitar

Contatti:

Sito: https://rockoutband.ch/

Facebook: https://www.facebook.com/people/ROCK-OUT-Band/61559278076784/

 

Grande ritorno per gli elvetici Rock Out, al loro terzo lavoro di studio, che propongono un hard rock canonico e ben riconoscibile.

Partenza gagliarda sulle note di “The Boys Are Back”, dal buon impatto, riconoscibile, dalle influenze chiarissime (in primis i connazionali Krokus). In seconda posizione arriva subito la title track “Let’s Call It Rock’N’Roll”, ben ritmata, dove la dinamica crea ottime vibrazioni, offrendoci un buonissimo brano nel complesso. “American Way” ci soddisfa col suo riff trasportante e tradizionale, con un testo e soprattutto con un ritornello semplice e orecchiabile. Rockeggiante e scatenata, “Pump It Up” è un brano riuscito, anche se globalmente non molto originale. “Dynamite” non lascia un grande segno: ricorda molti brani della golden age dell’hard rock, senza però avere lo stesso impatto, così come la successiva “Hcrnrsm”, un po’ insipida e scontata. Arriva il momento della potente “I Wanna Live”, un bel tormentone, ritmicamente travolgente, un inno, che può definirsi la vera gemma all’interno del lavoro. Arriva il momento dell’imprescindibile lentone: “Tears Are The Rain”, con un intro piano e voce, non delude e non si discosta dal canone delle ballad, con tanto di intensissimo solo di chitarra e conclusione titanica. “Hit Me” è un brano semplice e genuino, che conferma quanto ascoltato sino a questo momento. Chiudiamo l’ascolto con “Don’t Call Me Honey”, bella poderosa, graffiante e prepotente, ottima chiusura per un album non particolarmente originale, che non delude, ma che lascia l’ascoltatore un po’ tiepido e soprattutto dove le ispirazioni sono ben definite e riconoscibili e, per questo motivo, dalla trama un po’ scontata.

© 2025, Alberto Rozza. All rights reserved.

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