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Recensione

76/100

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Prost – Believe Again – Recensione

27 Aprile 2025 Comment Alberto Rozza

genere: Melodic Rock
anno: 2025
etichetta: Pride & Joy

Tracklist:

1. Lone Survivor
2. Believe Again
3. Comfort Zone
4. Never Let You Go,
5. Through The Nights
6. Hearts & Dreams
7. Summer Days
8. Road Of Tomorrow
9. Cold & Fire
10. Standing On The Edge
11. Flame Of Hope

Formazione:

Antoine Prost – Guitar, Keyboards
Manos Fatsis – Vocals
Greg Aubert – Bass
Mats Eriksson – Drums

Contatti:

Sito: https://prosthardrockband.com/

 

In uscita il nuovo album dei francesi Prost, rockers capitanati da Antoine Prost, che propongono un hard rock melodic dal sapore europeo e piacevolmente vintage.

Suoni ovattati e deliziosi aprono le porte al disco: “Lone Survivor” è una partenza azzeccatissima, dalla struttura canonica ma molto ben realizzata, ben cesellata e complessivamente convincente. Passiamo alla title track “Believe Again”, coinvolgente dal punto di vista emotivo, ma non completamento da quello strumentale, nonostante un pregevole solo di chitarra dello stesso Prost. Continuiamo la cavalcata con “Comfort Zone”, molto arrembante, decisa e cadenzata, dalla dinamica ben definita e ben dosata. “Never Let You Go” ci carica di energia, con un ritornello efficace e corale, sostenuto da una ritmica compatta e martellante. Arriviamo a “Through The Night”, dalle atmosfere complesse, delicata e pungente allo stesso tempo, gradevolissima e meritevole di molteplici ascolti. “Hearts And Dreams” è un pezzone arrembante e affascinante, non particolarmente originale, ma comunque divertente, soprattutto dal punto di vista strumentale. Sempre sulla stessa lunghezza d’onda passa velocemente e senza grandi rimpianti “Summer Days”, poppeggiante, un po’ ruffiana, complessivamente solare e nostalgica. Torniamo su sentieri hard rock puri con “Road Of Tomorrow”, più convincente sotto tutti i punti di vista, dalla voce, aggressiva e possente, sino alla parte ritmica, tagliente e dalla pasta sonora ben costruita. “Cold Fire” torna su orizzonti più misteriosi e oscuri, dimostrando però un “crescendo” nello sviluppo del lavoro. “Standing On The Edge” rockeggia, mantenendosi sullo stesso livello proposto in tutto il lavoro. Concludiamo questo piacevole ascolto con “Flame Of Hope”, coda molto convincente per un album ben eseguito, senza grandissimi exploit di originalità, dal gusto nostalgico e pienamente attinente al genere.

© 2025, Alberto Rozza. All rights reserved.

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