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Recensione

85/100

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Gotthard – Stereo Crush – Recensione

05 Aprile 2025 7 Commenti Paolo Paganini

genere: AOR/Hard Rock
anno: 2025
etichetta: Reigning Phoenix Music

Tracklist:

1. AI And I
2. Thunder And Lightning
3. Rusty Rose
4. Burning Bridges
5. Drive My Car
6. Boom Boom
7. Life
8. Liverpool
9. Shake Shake
10. Devil In The Moonlight
11. Dig A Little Deeper
12. These Are The Days

Formazione:

Nic Maeder: Voce
Leo Leoni: Chitarre
Freddy Scherer: Chitarre
Marc Lynn: Basso
Flavio Mezzodi: batteria

Contatti:

https://www.gotthard.com
https://www.facebook.com/Gotthard

 

Dopo “millemila” anni mi ritrovo con grande stupore a recensire il nuovo disco degli elvetici Gotthard, un’istituzione in campo hard rock a livello internazionale che per vari motivi avevo perso di vista.

A parziale giustificazione del mio disinteresse nei confronti del gruppo bisogna considerare sia la prematura quanto tragica scomparsa del carismatico frontman Steve Lee (5 ottobre 2010), sia le altalenanti prove da studio dell’ultimo decennio. Attirato dal singolo di esordio ho voluto comunque dare un’altra possibilità a questi “baldi giovani”. La partenza non è stata certo delle migliori. La modernissima AI & I sin dal titolo mi aveva fatto storcere il naso e al primo ascolto mi ha totalmente spiazzato. Per darvi un’idea ho avuto la stessa sensazione di quando i Warrant uscirono con Machine Gun; un vero e proprio pugno allo stomaco. A rimettere le cose a posto ci pensa comunque la solare (a dispetto del titolo) Thunder & Lighting, un tipico brano da Arena Rock come non se ne sentivano da tempo; ruffiana ed immediata quanto basta da catturare l’interesse degli appassionati del genere. Rusty Rose convince all’istante riportandoci agli anni d’oro della band, ma è con la successiva Burning Bridge che i ragazzi mettono a segno un colpo da maestro. Ascoltando questo splendido mid tempo mi sono venute in mente Rainbow Child dei Dan Reed Network e Don’t Walk Away dei Danger Danger. Un’intro pianistica da power ballad fa da apertura alla prima esplosiva strofa e ad un trascinante ritornello che da solo varrebbe l’acquisto del disco. Drive My Car rappresenta il tributo con cui Leo Leoni vuole rende omaggio all’irripetibile carriera dei Fab Four mentre un po’ banali e scolastiche si rivelano sia Boom Boom che la “gemella” Shake Shake. I ragazzi sanno però come farsi perdonare attingendo alla specialità della casa e piazzando immediatamente un paio di ballads di grandissimo livello come Life e These Are The Days. In questo campo bisogna essere onesti, i Gotthard hanno da sempre ben pochi rivali al mondo. Altro pezzaccio si rivela Liverpool le cui note iniziali mi ricordano tanto Johnny & Mary di Robert Palmer salvo poi virare nella ritmica verso Summer of 69’ di Brayan Adams. Degne di nota sia la roboante Devil In The Moonlight che la polverosa Dig A Little Deeper dalla quale emerge tutta la voglia di fare casino dei cinque musicisti. A tutto questo aggiungete una produzione curatissima, potente ed estremante brillante ed avrete la spiegazione del voto che trovate sopra riportato.

Un disco che non passerà di certo inosservato e che rappresenta una piacevolissima quanto inaspettata sorpresa.

© 2025, Paolo Paganini. All rights reserved.

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