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27 Aprile 2025 5 Commenti Paolo Paganini
genere: Melodic Metal
anno: 2025
etichetta: Frontiers
Tracklist:
1. Set Me Free
2. Thunderball
3. Halo
4. Runaways
5. Julia
6. The Last Of Us
7. Lightbringer
8. A New Beginning
9. Unstoppable
10. Rise
11. Fallout
Formazione:
Alexander Strandell - Voce
Christoffer Borg – Chitarra
Richard Svärd – Basso
Contatti:
Nati nel 2014 il trio svedese composto dal prezzemolino dell’hard rock contemporaneo Alexander Strandell alla voce, Christoffer Borg alle chitarre e Richard Svärd al basso giunge oggi alla presentazione del loro quinto lavoro da studio. Ormai noti nel panorama internazionale gli Art Nation raffigurano uno dei migliori esempi delle prolifera scena scandinava. Reduci dalle ottime critiche del precedente Inception (2023) i ragazzi cercano di bissare con il qui presente The Ascendance.
Diciamo subito che l’obbiettivo è stato quasi raggiunto se non fosse per alcuni brani non proprio memorabili che sembrano messi lì come mero riempitivo. Purtroppo, anche il genere di riferimento non lascia spazio a grandi soprese e il sentore di copia/incolla inizia ad avvertirsi piuttosto nettamente. La sensazione è che il gruppo abbia bisogno di spingere sempre di più sull’acceleratore per poter impressionare gli ascoltatori. Set Me Free è un bano quasi Speed Metal se non fosse per l’ugola di Strandell che addolcisce e rende più abbordabile il tutto. Stesso discorso per le schiacciasassi Thuderball e Halo capaci di proporre un ritornello corale che stempera la tensione dettata da una sezione ritmica a dir poco dirompente. Runaways così come Rise e Fallout sono quei filler a cui facevo riferimento prima mentre l’accorata ballad Julia, scritta e dedicata da Alex alla propria compagna, rappresenta l’unico momento di (relativa) calma del disco. Da menzionare Lightbringer dalle atmosfere sacrali ed epiche capace di travolgervi con un muro sonoro di grande impatto. Tirando le somme possiamo dire che complessivamente la prova sia più che superata anche se la potenza di fuoco sprigionata appare un po’ troppo sproporzionata rispetto a quanto necessario. Come direbbe il buon Max Angioni, “anche meno”.
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