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Recensione

90/100

Video

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Streetlight – Night Vision – Recensione

14 Marzo 2025 5 Commenti Giulio Burato

genere: AOR
anno: 2025
etichetta: Frontiers

Tracklist:

1. Long-Distance Runner
2. Captured In The Night
3. Sleep Walk
4. Learn To Love Again
5. Late Night Hollywood
6. Leanna
7. Straight To Video
8. Fly With Eagles
9. Where Did Love Go
10. End Game

Formazione:

Johannes Häger - lead vocals and guitars
Filip Stenlund - guitars, backing vocals
John Svensson - keys, backing vocals
Erik Nilsson - drums, backing vocals
Johan Tjernström - bass, backing vocals

 

Un ricordo mi è tornato a galla vedendo l’artwork di questo “Night vision”, secondo estratto in studio dei promettenti svedesi Streetlight. Quando ero piccolo guardavo spesso il cartone animato Mazinga Z con i suoi “raggi fotonici” che qui hanno illuminato la visione notturna dell’album che esce tramite Frontiers il 14 marzo.
La band è la medesima presente nel buon debutto discografico del 2023 intitolato “Ignition”.

Il primo singolo rilasciato “Sleep Walk” è datato dicembre 2024 ed è una carica frenetica di AOR sincopato con sfumature che ricordano i Mr. Mister e i Cutting Crew e ci riporta agli adorati anni ‘80 con una brillantezza sonora invidiabile. L’unica pecca è che il breve intro risulti praticamente uguale a quello in “Standing On The Edge Of A Broken Dream” dei Groundbraker di Steve Overland.
Il secondo singolo è una prelibatezza gourmet; “Captured In The Night” infarcito di vibrazioni ottantiane e con quel ritornello che si stampa in testa a ripetizione.
Il terzo singolo è un capolavoro assoluto, un mix di Toto e Journey riportati al 2025, per una semi ballad dal testo malinconico e costruita con perizia e sagacia strumentale tanto da avere un outro molto elaborato che porta la canzone a superare i cinque minuti. Per distacco la mia canzone preferita.
A proposito dei sopra menzionati Toto, con “Leanna” abbiamo la perfetta canzone che omaggia Steve Lukather e soci. Freschezza compositiva ammirabile.
Il filo conduttore dell’album è retto alle fondamenta dalla briosità dell’iniziale “Long-Distance Runner” che accosto ai recenti lavori dei The Night Flight Orchestra, dal piglio leppardiano della chitarra presente in “Late Night Hollywood” e dalla suggestiva “Fly with eagles” che ci porta, in maniera sognante, a volare grazie al leggiadro ritornello e ci fa vedere dall’alto un’impostazione che riporta ai recenti Nitrate mixati con i Journey.
I giri del motore innalzano i giri con “Straight to Video”, con venature quasi rock and roll. Altro lento, meno ricercato del precedente, ma introspettivo e di spessore, “Where Did Love Go” posto a fine scaletta, dove appare anche la strutturata e sagacemente orchestrata “End game”, la canzone più lunga dell’album, con un titolo che è il perfetto slogan per la chiusura di questo “Night Vision”.
Gli Streetlght si dimostrano una delle più interessanti, giovani band AOR in circolazione e questo album ne è l’esempio tangibile.

© 2025, Giulio Burato. All rights reserved.

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