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10 Marzo 2025 3 Commenti Francesco Donato
genere: AOR
anno: 2025
etichetta: Napalm Records
Tracklist:
1 Final Call (intro)
2 Stratus
3 Shooting Velvet
4 Like the Beating of a Heart
5 Melbourne, May I?
6 Miraculous
7 Paloma
8 Cosmic Tide
9 Give Us the Moon
10 A Paris Point of View
11 Runaways
12 Way to Spend the Night
13 Stewardess, Empress, Hot Mess (and the Captain of Pain)
Formazione:
Björn "Speed" Strid (Voce)
Sebastian Forslund (Chitarre, congas, percussioni)
Rasmus Ehrnborn (Chitarre)
John Lönnmyr (Tastiere)
Sharlee D'Angelo (Basso)
Jonas Källsbäck (Batteria)
Anna Brygård (Cori)
Åsa Lundman (Cori)
Tornano a distanza di quattro anni dalla loro ultima fatica discografica i Night Flight Orchestra, dando alla luce nei primi del 2025 questo “Give us the Moon”, album che di fatto rappresenta la loro settima fatica discografica.
Quattro anni non di certo leggeri per la band svedese, pesantemente influenzati dalla morte di David Andersson, mente e chitarrista del progetto, venuto a mancare tragicamente all’età di 47 anni nel Settembre del 2022.
Non nego di aver pensato che dopo i due ottimi capitoli Aeromantic e Aeromantic II, i nostri, colpiti da un così grave colpo, avessero ipotizzato l’idea di mollare la presa.
A smentirmi fortunatamente ci pensa questo “Give us The Moon”, album che non solo consolida il percorso di crescita della band, ma si pone a mio giudizio come uno dei più riusciti dischi della band.
La pubblicazione è al solito affidata alla Napalm Records, dodici brani che si faranno amare senza particolare fatica da chi ha apprezzato finora i sette album della band.
Formula che non cambia: Ritmiche trascinanti e coinvolgenti, melodie appiccicose e spensierate, brani che non necessitano di chissà quanti ascolti per restare impressi in mente.
Anticipata dall’intro “Final Cut”, apre il disco la bella “Stratus”, pezzo di puro AOR tirato e costruito attorno ad un gran lavoro di tastiere.
Tastiere che, è bene dirlo, anche questo lavoro si affacciano come importanti protagoniste, disegnando melodie accattivanti e un corredo di suoni non di certo moderno ma sicuramente ricco di fascino retrò.
E’ il caso della successiva “Shooting Velvet”, il classico pezzo alla NFO che ci aspettiamo di trovare in ogni album della band!
Melodia a go-go con un ritornello che si farà ricordare e canticchiare già al primo ascolto.
E’ il turno della trascinante “Like the Beating Of A Heart” brano nel quale la band svedese gioca ad autoriciclarsi con successo, utilizzando tutti i cliché che hanno mosso ad oggi le loro migliori produzioni.
Altre ottime prove sono le successive “Melbourne, May I?” e “Miraculous”, pezzi che manifestano con maggiore intensità l’anima anni ’80 del progetto. Miraculous” in particolare, porta in dote arrangiamenti sopraffini e intrecci strumentali davvero piacevoli.
E’ il turno di “Paloma”, primo singolo con il quale avevamo già felicemente testato le effettive potenzialità del disco.
Gran pezzo che conserva sotto pelle la dolce nota malinconica che accompagna da sempre alcuni pezzi del NFO alla “Lovers in the Rain”.
Con “Cosmic Tide” si fa un salto temporale ancora più intenso fino ad arrivare ai seventies, mentre con “Give us the Moon” e “A Paris Point Of View” gli scandinavi si avvicinano a quelle sonorità duraniane che molti di noi hanno amato negli ’80, tanto da riuscire ad immaginare John Taylor che suona il basso sul secondo brano come se fosse appena entrato in studio a registrare “Rio”.
Con “Runaways” si esplorano territori americaneggianti soprattutto nelle ritmiche.
Giunge quindi il turno di “Way to Spend the Night”, uno dei pezzi che alza ulteriormente l’asticella e che probabilmente, in caso di incertezza o dubbi, farà spostare i vostri soldini verso il vostro discaro di fiducia.
Ritmiche intense, melodia immediata e si scende in pista.Abbassa la saracinesca “Stewardess, Empress, Hot Mess (and the Captain of Pain)”, una sorta di piacevole suite di quasi 8 minuti.
Un ritorno pesante quello dei Night Flight Orchestra, un disco che per quanto mi riguarda rappresenta una vera dimostrazione di forza, compattezza e classe.
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