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14 Marzo 2025 Comment Alberto Rozza
genere: Hard Rock
anno: 2025
etichetta: Enghardt Media / Bad Punch Records / Metalpolis
Tracklist:
The Time Is Now
Keep Pushin´ On
Dream In The Dark
Have Faith
Heart Attack
Deadwood
In Deep Water
Don't Bother Me
The Little Things
Streets Of Belfast (bonus track)
Better Be Strong (bonus track)
Formazione:
Marty Punch - Guitar
Dan Byrne – Vocals
Tommy Denander – Guitar, keyboards
Tony Franklin – Bass
Josh Devine – Drums
Ospiti:
Stockholm Strings feat. Anna Dagar, Jonna Inge und Hanna Eckström
Carlos Carty - Pan flute
Robert Tepper – Vocals
Contatti:
Sito: https://www.martyandthebadpunch.com
Facebook: https://www.facebook.com/martyandthebadpunch
Il chitarrista tedesco Marty Punch, forte di una carriera decennale e noto per il suo hard rock autentico e appassionato, rilascia il suo terzo album. Guardando i musicisti che hanno collaborato al disco, come si potrebbe non essere quantomeno incuriositi?
Partiamo tosti con “The Time Is Now”, potente apertura, dalla ritmica martellante e dalle sfumature gradevolissime: ottimo biglietto da visita. Un elegante giro di basso ci apre le porte di “Keep Pushin´ On”, molto ben strutturata e dal groove trasportante. “Dream In The Dark” ci porta su atmosfere più oscure e misteriose, proponendo una dinamica varia e accattivante. Arriviamo al momento del lento suadente e contemplativo: “Have Faith” presenta tutte le caratteristiche consuete del genere, mettendo in luce un’altra faccia dello stile di Marty Punch. Arriviamo ad “Heart Attack”, dalla componente strumentale molto interessante ed articolata, dai fraseggi melodici e ben intarsiati tra di loro. Proseguiamo nel viaggio incontrando “Deadwood”, dall’inconfondibile intro di flauto di Pan, un brano molto intenso e dall’ascolto decisamente piacevole. “In Deep Water” è un pezzo strano, cadenzato, “chitarristico”, dal sapore nostalgico e americano, che presto si spegne e ci porta a “Don’t Bother Me”, ben più scatenato e puramente hard rock. Scendiamo coi battiti con “The Little Things”, intensa e calda, da godere lentamente in cuffia, una piccola gemma di gusto e tecnica. Iniziamo la carrellata delle bonus track (ben 2): “Streets Of Belfast” ha qualcosa di molto irish nella stesura strumentale e vocale, riportandoci alla memoria qualcosa di molto anni ‘80 (coi dovuti paragoni, “Over The Hills And Far Away” del buon Gary Moore”), mentre la successiva “Better Be Strong” non presenta grandi spunti di riflessione. Concludiamo così un buonissimo lavoro, ispirato e ben suonato, dai momenti intensi e passionali, un buonissimo ascolto per gli amanti dell’hard rock melodico.
© 2025, Alberto Rozza. All rights reserved.
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