Registrati gratuitamente a Melodicrock.it! Potrai commentare le news e le recensioni, metterti in contatto con gli altri utenti del sito e sfruttare tutte le potenzialità della tua area personale.
effettua il Login con il tuo utente e password oppure registrati al sito di Melodic Rock Italia!
27 Febbraio 2025 Comment Alberto Rozza
genere: Hard Rock
anno: 2025
etichetta: Pride & Joy
Tracklist:
1. City Sights
2. Here We Go Again
3. Fire In My Blood
4. Lady Of The Night
5. Born To Fly
6. Northern Lights
7. Listen To Your Heart
8. Bad Boys
9. Good Die Young,
10. Never Again
Formazione:
Rik Cayton – Vocals
Gaz Birch - Guitars
Ian Lynan – Guitars
Ricky Moss – Bass
Ste Birch - Drums
Contatti:
Sito: https://www.heavensreign.co.uk/
Facebook: https://www.facebook.com/heavensreignuk
Uscita da segnalare per gli inglesi Heaven’s Reign, con il loro hard rock di stampo classico, dai riff e dagli arrangiamenti particolarmente interessanti.
Introduciamoci nell’album: “City Sights” ci riporta subito ai classici anni ‘80, in tutte le sue componenti, sia strumentali che vocali, facendoci subito capire su quali frequenze siamo sintonizzati. Proseguiamo con “Here We Go Again”, sempre sulla stessa lunghezza d’onda, tosta, piena e ben strutturata, dall’ottimo groove. “Fire My Blood” non molla un colpo, dandoci una sensazione positiva di continuità tra le tracce, sempre ben orientate verso l’hard rock e dalle ritmiche importanti. Con “Lady Of The Night” ci addentriamo in atmosfere più oscure e taglienti, mantenendo sempre altissima la qualità del prodotto. Dolce e al contempo granitica, “Born To Fly” può essere definita una semi–ballad, dal gusto antico e dalla realizzazione impeccabile. Arriviamo alla title track “Northern Lights”, ampia e ariosa, dal richiamo epico ma un po’ scontato, di certo non proprio il brano più azzeccato del disco. “Listen To Your Heart” ci apre il cuore con le sue vibrazioni intense e melodiche, dal ritornello che resta impresso, giusta pausa di riflessione a questo punto del lavoro. Passa velocemente “Bad Boys”, cupa e spietata, originale a suo modo, e ci trasporta alla successiva “The Good Die Young”, dove ancora una volta possiamo gustarci l’ottimo lavoro strumentale svolto, soprattutto a livello ritmico e chitarristico. Dopo “Never Again”, corposa e scatenata, giunge il momento di tirare le somme: album eseguito in modo impeccabile, in stile classico e funzionale, piacevolissimo all’ascolto, quindi ampiamente promosso!
© 2025, Alberto Rozza. All rights reserved.
Devi essere registrato e loggato sul sito per poter leggere o commentare gli Articoli