Wigelius – Reinventions – Recensione

Voto:★★★★★★★★½☆ 

Artista: Wigelius
Titolo: Reinventions
Genere: Melodic Rock / AoR
Anno di Uscita: 2012
Etichetta: Frontiers Records

Curiosa e veloce la storia dei Wigelius; tutto iniziò quando il produttore Daniel Flores (ISSA, Mind’s Eye) notò il cantante Anders Wigelius che stava partecipando ad un reality show musicale svedese e poco tempo dopo la nostrana Frontiers Records decise di credere in loro producendo il loro primo lavoro, Reinventions. Anders Wigelius alla voce, Jake Svensson alle chitarre, Chris Petterson al basso e Erik Wigelius alla batteria sono l’anima di questa nuova realtà e la ricetta del loro debut album è un Aor classico misto al Melodic Rock, sulla base di Toto, Journey, Foreigner fino ad arrivare ai Work of Art. Canzoni semplici ma efficaci, melodiche all’inverosimile e curate nel suono e nel songwriting.

Già dall’opener Angeline e dalla seguente Talking About Love si capisce la grinta e la melodia che i Wigelius riescono a sprigionare e con Do You Really Know si spinge sull’acceleratore con le tastiere in primo piano e le chitarre corpose ad accompagnare. Next To Me è la classica traccia che avrebbe spopolato negli anni ottanta; intro di chitarra e riff supportato dalle tastiere per un ritornello che si stampa in testa al primo ascolto. Canzone che sembra uscita direttamente da un disco degli H.E.A.T. L’album scorre che è un piacere e canzoni come My Cassandra e Hold On To Love ci aprono la mente ai Bad English più melodici, con la solita classe e melodia a farla da padrone. Nemmeno il cambio di stile più aggressivo di Piece Of The Action, col suo ritornello molto hard rock e potente riesce ad abbassare il livello, avvicinando il sound all’hair metal losangelino, ma con ancora le tastiere in evidenza. Too Young To Fall In Love e Right Here-Right Now continuano a impressionare per la semplicità e l’esecuzione col loro power-rock ottantiano, mentre l’immancabile ballata di turno, Love Can Be That Much, acustica e con evidenti echi agli Extreme di More Than Words, riesce ancora una volta a lasciare il segno. There Is No Me Without You è la seconda ballad, col suo intro di pianoforte e le chitarre soffuse che richiamano il sound dei  Journey, mentre la conclusiva I Reach Out cambia ancora marcia con il suo refrain esplosivo e diretto chiudendo l’album in maniera egregia.

IN CONCLUSIONE:

Una vera sorpresa questi Wigelius ,album assolutamente consigliato a chi ama il Melodic Rock e l’AoR di classe, dai Journey ai Toto al “FM rock” ottantiano. Sconsigliato invece a chi è alla ricerca di suoni nuovi e più moderni.

TRACKLIST:

1. Angeline
2. Talking About Love
3. Do You Really Know
4. Next To Me
5. My Cassandra
6. Piece Of The Action
7. Too Young To Fall In Love
8. Right Here, Right Now
9. Love Can Be That Much
10. Hold On To Love
11. There Is No Me Without You
12. I Reach Out

FORMAZIONE:

Anders Wigelius - Voce
Erik Wigelius - Batteria
Jake Svensson - Chitarre
Chris “Wielbass” Pettersson – Basso

LINK:

http://www.wigelius.net

DOVE ACQUISTARE IL CD:

http://www.frontiers.it/album/5034/

VIDEO:

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5 Commenti

  1. angelorock
    Pubblicato 27/06/2012 alle 00:55 | Link Permanente

    ho avuto modo di ascoltare i sample e gia si capiva che i ragazzi ci sapevano fare dopo gli h.e.a.t ecco i wigelius altra band di quel aor che negli anni 80 lascio il segno di tutti quelli che amavano questo genere che ora rivive nei nuovi gruppi di matrice scandinava in conclusione disco da avere grandi wigelious

  2. mimmo
    Pubblicato 24/07/2012 alle 09:37 | Link Permanente

    Be..debbo dire che questi Wigelius non suonano assolutamente nulla di nuovo..ma almeno lo suonano bene….

  3. Fulvio
    Pubblicato 24/07/2012 alle 17:45 | Link Permanente

    Buon disco, comunque a mio parere siamo ben lontani come qualità ad es. dall’ ultimo h.e.a.t. o dall’ esordio dei Vega dell’ anno scorso. In sostanza voto un “pelino” abbondante…
    P.S. : mi piacerebbe leggere la recensione dell’ ultimo Circus Maximus (Nine), è per caso in previsione? E’ vero che appartiene al mondo del prog metal ma c’è molta melodia e dei “refrain” veramente molto azzeccati. Secodo me uno dei migliori dischi dell’ anno (per ora).
    Grazie, Ciao !

  4. Pubblicato 24/07/2012 alle 23:50 | Link Permanente

    Un disco davvero interessante, non certo ai livelli di Heat o Work Of Art (da cui i Wigelius traggono molto del loro sound) ma un album piuttosto buono…Piacevole sorpresa…

    per Fulvio: come hai ben detto, Nine dei Circus Maximus non rientra nella categoria di musica che noi di Mr.It recensiamo, visto che ci occupiamo di hard rock e tutto quel rock melodico, e non di prog metal (anche se ha venature più melodiche è pur sempre lontanissimo dai generi da noi affrontati)

  5. Fulvio
    Pubblicato 25/07/2012 alle 20:14 | Link Permanente

    Grazie per la risposta ! Ogni tanto mi concedo qualche digressione dal rock melodico se il disco merita… Condivido comunque la vostra linea di azione che delimita bene il settore e cura il dettaglio. Grazie per la vs. competenza ed i puntuali aggiornamenti. Continuate così, abbiamo bisogno di voi ! Ciao

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