Gotthard – Firebirth – Recensione

Gotthard - Firebirth

Voto:★★★★★★★★☆☆ 

Artista: Gotthard
Titolo: Firebirth
Genere: Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Nuclear Blast

Tre anni dopo l’ultimo lavoro in studio Need to Believe (2009), i Gotthard si sono lasciati alle spalle (più o meno metaforicamente) tutte le difficoltà affrontate nell’arco di questi difficilissimi anni. A segnare la loro rinascita (con l’utilizzo anche di un titolo e di una copertina appositamente ad effetto) è Firebirth, il nuovo disco della band svizzera pubblicato questo primo giugno dalla Nuclear Blast Records.

Per forza di cose, ed è normale non lo nego, il lettore che affronta queste righe di testo per la prima volta arderà dalla voglia di sapere come canta e che carisma ha il nuovo cantante della formazione. Ci arriveremo. Prima di questo voglio infatti parlare innanzitutto della band, di quattro ragazzi che hanno dato vita a quello che già etichetto come un bell’album, e che non è neppure così tanto un back to the origins come molti avevano anticipato. Firebirth è il tipico disco dei Gotthard, un album con tanto groove, un suono corposo e denso e chitarre squisitamente rock. A differenziarlo dagli ultimi e precedenti tentativi è soprattuto la produzione, scelta volutamente più sporca e “meno melodica” (e più simile volendo a un suono live che a uno in studio). Sulle motivazioni di questa decisione non so ne sapendo vorrei entrare in merito, posso però dirvi che sicuramente questo sound si abbina bene con i diversi brani, dando loro altre nuove piacevoli sfumature. Una seconda differenza rispetto al passato è legata al songwriting di alcune canzoni. Abbiamo infatti nel disco le tipiche ballate della band svizzera, le solite mid-tempo o quasi mid-tempo che poggiano forti sui ritornelli e sulla melodia, e poi alcuni brani molto hard rock classico e volutamente essenziali nei contenuti, i quali sembrano quasi puntare ben più sulla sonorità che sul voler per forza di cose avvicinarsi al pubblico, o meglio, a tutte le frange del pubblico.

Andiamo quindi a parlare dei migliori componimenti di questo album. Nel farlo, bisogna per forza di cose nominare subito l’opener, singolo e video musicale Starlight, un pezzo dal riffing molto blues rock, ritmato e capace di solleticare con gusto l’orecchio dell’ascoltatore grazie anche alla bella vocalità di Maeder (c’arriveremo a parlarne, c’arriveremo..). Bene anche la seguente Give Me Real, una canzone molto aggressiva e dal riffing davvero maschio e prepotente, ma è già Remember It’s Me la più seria candidata alla palma di miglior brano del disco (e di perfetta scelta di apertura della fase promozionale dell’album). Ispirata, pura, immediata, davvero a cinque stelle. Poi, Yippie Aye Yay è un divertentissimo motivetto, secondo me perfetto per far cantare ed esaltare le folle in sede live, ma è quando le luci si spengono ed è il turno della prima vera e propria ballata di Firebirth, ovvero di Tell Me, che i Gotthard sbaragliano di nuovo in un sol colpo la concorrenza. Un pezzo da dedicare a tutte le mogli/mariti e compagne/i di questa terra, che sa e riesce ad arrivare più che mai diretta al cuore, calda e toccante. Risulta essere molto convincente anche la seguente Shine, una mid-tempo molto melodica e davvero esplosiva sul ritornello, e The Story’s Over che, in linea con certi passaggi di Domino Effect, torna a presentare un riffing massiccio e un ritmo molto cadenzato. Poi il disco si perde un po’ tra brani forse ancora troppo abbozzati e non sempre over the top come li pretendiamo da questa storica band. Il regalo ci viene però fatto con la conclusiva Where Are You, un intimo pensiero a chi sta lassù nei cieli (e che per la band ha un nome speciale) e veglia su di noi. Da lacrime.

IN CONCLUSIONE

Come avrete notato, ho evitato di parlare di Steve Lee lungo tutto l’arco dell’articolo. Mi sembrava una mancanza di rispetto verso la band esordire parlando di lui ancor prima che del nuovo corso e di questo disco. Lasciamoci tutti quei momenti e quei ricordi, anche se bellissimi, alle spalle e dentro i nostri cuori.
Nomino invece ora Steve per dire che sono certo che da lassù starà sicuramente sorridendo, forse anche lui un po’ commosso nel rivedere i suoi compagni uniti e forti sotto la pesante insegna Gotthard. E sono certo che avrà apprezzato al 101% lo sforzo (anche di personalità) di Nic Maeder, un bravissimo ragazzo e un cantante molto dotato che si è messo a servizio dei ragazzi, probabilmente anche in virtù di un carattere e carisma diverso da quello del suo predecessore, tirando fuori questi ottimi risultati. Canta bene Nic, molto bene, con una timbrica abbastanza simile a quella di Steve e una bella estensione vocale. Credo che in brevissimo tempo inizierà a raccogliere le ben più che meritate soddisfazioni.

Concludendo, Firebirth sicuramente non è il miglior disco dei Gotthard ed è certamente un passo indietro rispetto alle ultime produzioni. Niente di drammatico però, è il normale corso degli eventi. La nuova formazione ora si è conosciuta, ha dato vita per la prima volta alla sua musica, e l’ha fatto anche mediamente piuttosto bene. E dal prossimo album, fidatevi, torneranno ad eccellere. Io sto con loro: grandi ragazzi, così si fa!

TRACKLIST

01. Starlight *
02. Give Me Real *
03. Remember It’s Me *
04. Fight
05. Yippie Aye Yay *
06. Tell Me *
07. Shine *
08. The Story’s Over *
09. Right On
10. S.O.S
11. Take It All back
12. I Can
13. Where Are You *

* migliori canzoni

FORMAZIONE

Nic Maeder – Voce
Leo Leoni
– Chitarre
Freddy Scherer –
Chitarre
Marc Lynn
– Basso
Hena Habegger
– Batteria
Ernesto Ghezzi
– Tastiere

CONTATTI

http://www.nuclearblast.de/en/
http://www.gotthard.com/

PER ACQUISTARE IL DISCO

http://www.nuclearblast.de

VIDEO

Bookmark and Share
Questo articolo è stato pubblicato in recensioni
e ha le etichette , ,

15 Commenti

  1. Bontropi
    Pubblicato 02/06/2012 alle 09:44 | Link Permanente

    Sostanzialmente d’accordo con il parere espresso da Iacopo, se non fosse che reputo il trittico che precede Where Are You comunque meritevole di menzione…bellissima, a mio parere, “I Can”.
    Un 8,5 forse sarebbe stato più giusto.
    Un album che ho subito adorato al primo ascolto.
    Bravissimo Nic e band ispiratissima.
    Ho trovato delle assonanze con Domino solo a livello di produzione, però.
    Per quanto riguarda le sonorità, lo trovo molto più vicino alle produzioni degli esordi: “G” e “Dial Hard”.
    Due capolavori, poi, “Tell Me” e “Where Are You”, in cui Nic canta “…Hope you find your piece of heaven…hope you find your way back home….”
    Bravi, bravi, bravi.

  2. michele
    Pubblicato 02/06/2012 alle 11:25 | Link Permanente

    In attesa di un ridimensionamento dei prezzi major, seguirò sempre con più interesse eventuali singoli di questo disco che mi incuriosisce sempre di più e considerando i musicisti che già conosciamo, non potrà che soddisfare. E x questo mi fido delle parole di Iacopo: magari non un discone alla Gotthard ma man mano che si va avanti col tempo, feeling a crescere soprattutto in sezione live per poi trovare la dimensione giusta.

  3. Pubblicato 02/06/2012 alle 12:41 | Link Permanente

    Mi è piaciuta molto la recensione di Iacopo ma non concordo alla fine con la valutazione che per me a farla grossa è un 7 risicato.

    Un disco che mi ha profondamente deluso, nè carne nè pesce (e questo me lo immaginavo) e il classico disco di passaggio per una band che cambia un suo membro fondamentale e che deve tentare di ritrovare la forza di continuare alla grande…

    Non è oscuro e ricercato come gli ultimi due album, non è melodico e anthemico come lipservice o homerun o human zoo e non è neanche hard rock cattivo e sanguigno del primo periodo dalla band…

    La band suona alla grande, Nic è un cantante formidabile e questo secondo me rende l’ascolto meno difficile visto che ha un timbro praticamente quasi uguale a quello di Steve, ma sono le canzoni che non decollano..
    Un songwriting che per una volta non mi convince per nulla a parte un paio di episodi, che in un disco dei Gotthard sinceramente sono pochi…Certo la cosa non mi preoccupa e non dovrebbe preoccupare almeno adesso visto quanto detto prima sul “disco di passaggio” però la delusione per me è tanta…

  4. Pubblicato 02/06/2012 alle 19:19 | Link Permanente

    Concordo sostanzialmente con Iacopo, un disco bello ma non bellissimo che ha però il grande pregio di far vedere che i Gotthard possono ancora fare tanto e bene… e questo al di la del voto per me è il vero successo di questo loro lavoro!

  5. giulio
    Pubblicato 02/06/2012 alle 23:03 | Link Permanente

    Ho atteso con trepidazione il nuovo lavoro dei grandissimi (e poco publicizzati) Gotthard.
    L attesa è stata, a mio avviso, ripagata e con gli interessi.
    Al primo ascolto, l album mi è entrato in corpo tutto di un fiato, lasciandomi dentro la carica di un gruppo che ha saputo tirar fuori l adrenalina dalla drammatica tragedia che lo ha scosso.
    Nic Maeder ha fatto uno splendido lavoro, in onore e memoria, di Steve.
    Al parlar delle canzoni, poi, mi luccicano gli occhi, meglio le… orecchie.
    Tutte meritano nota di elogio ma, se devo sondare qulle che preferisco (dopo il primo impatto) allora…. cosi giudico.
    Fantastiche “give me real”, il pre singolo “remember it s me (ci può stare come candidato di miglior singolo 2012?), “Tell me” & “Shine”…. ma è solo per citarne alcune.
    Giudizio comclusivo: Un capolavoro!!

  6. angelorock
    Pubblicato 03/06/2012 alle 03:37 | Link Permanente

    grande disco dei rinati gotthard un album che mi piaciuto sin dal primo ascolto certo non siamo di fronte a un capolavoro ma chi se lo credeva che dopo la morte di steve lee ritornasero piu in forma che mai bravi ragazzi

  7. horus76
    Pubblicato 05/06/2012 alle 21:52 | Link Permanente

    mah l’ho ascoltato varie volte questo disco e nel complesso mi sembra bello ma riuscito a metà,ci sono grandi canzoni come starlight,remember..,give a real,tell me,the story it’s over e where are you,altre così così come shine,i can,yippie aye yay,e le restanti che non mi hanno convinto molto,sembrano canzoni non del tutto finite alcune senza assoli e che cmq durano troppo poco.
    alla fine cmq mi sembra che come nuovo inizio sia positivo,il nuovo cantante non mi dispiace anche se lo trovo un pò troppo uguale a steve,ma d’altronde la musica dei gotthard era molto incentrata sulla sua voce e un cantante totalmente diverso avrebbe stravolto troppo il loro marchio di fabbrica.voto 7.5

  8. Capitan Andy
    Pubblicato 05/06/2012 alle 22:07 | Link Permanente

    ….e’ incredibile come leo leoni e marc lynn riescano a rimescolare le carte ,come solo i migliori prestigiatori sanno fare, riuscendo a presentare canzoni mai banali e sempre con una loro personalita’!!! GRANDI!!!!! l’apporto di nic ha variegato ancora di piu’ il songwriting generale!!! un album degno della loro rinascita e degno nel ricordo del grande indimenticabile Steve!!! a mio parere l’album in generale e’ inferiore alle passate publicazioni ma lo spessore compositivo si sente ed e’ molto alto!!! daltronde non sono sicuramente dei novellini!!! dato che avete dato 95 a quel mediocre album degli hardline dove a mio parere ci sono solo tre pezzi belli a questo album darei almeno 150 riferendomi alla vostra scala giudicante!!!!

  9. Filippo
    Pubblicato 06/06/2012 alle 18:22 | Link Permanente

    Voglio dire solo una cosa : Avete presente quando siete in macchina, e avete davanti a voi un bel po di strada da fare ??? Ecco questo è uno di quei album da mettere a manetta e seguire la strada a tempo di rock..!!!
    …….davvero un bel album continuate così…….Gotthard…

  10. draven
    Pubblicato 07/06/2012 alle 08:29 | Link Permanente

    Ottimo album, nessun riempitivo e momenti morti.
    Sound tipicamente Gotthard.
    Promosso a pieni voti

  11. Pubblicato 08/06/2012 alle 14:47 | Link Permanente

    Hum… per me ci sono buoni spunti per il futuro, ma sinceramente con il prossimo lavoro mi aspetto di più dai Gotthard di questo comunque buon ritorno…

  12. Pubblicato 10/06/2012 alle 14:42 | Link Permanente

    Grande lavoro!!! Ottime canzoni….dico la verità non mi sarei aspettato un disco così bello!!! concordo pienamente con la recensione di iacopo!

  13. Pubblicato 10/06/2012 alle 19:37 | Link Permanente

    Io dopo tanti altri ascolti rimango della mia idea, un buon album sicuramente ma inferiore a quanto fatto dalla band precedentemente.

    Ottima prova dei musicisti che però a causa di un songwriting non proprio brillante non riescono secondo me a brillare parecchio…

    Dal disco di “passaggio” non mi sarei aspettato nulla di più nè nulla di meno, bisognerà aspettare il prossimo album per poter tracciare con precisione un quadro dello stato di salute del gruppo

  14. angelorock
    Pubblicato 13/06/2012 alle 14:22 | Link Permanente

    i gusti sono gusti non si discutono ognugno dice la sua per questa nuova release dei rinati gotthard ma chi se lo crdeva mai che dopo la morte di lee tornassero a nuova vita e che il cantante avesse la stessa voce ognuno la pensi come vuole non c’e bisogno di aspettare il prossimo album questo e un gran disco

  15. Steve
    Pubblicato 15/06/2012 alle 10:12 | Link Permanente

    Il cantante ha la stessa voce forse solo su disco… dal vivo non si può sentire!!! Scelta pessima!!!

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

  • sponsorizzati

o seguici su Facebook

MelodicRock.it è un progetto di
W studio design