Crazy Lixx – Riot Avenue – Recensione

Crazy-Lixx-Riot-Avenue

Voto:★★★★★★★☆☆☆ 

Artista: Crazy Lixx
Titolo: Riot Avenue
Genere: Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Frontiers Records

Che la scena scandinava “ultimamente” (e neanche tanto) stia sfornando una grande quantità di giovani band in campo hard rock melodico è ormai alla vista di tutti. Abbiamo apprezzato moltissimo il grandioso ritorno di qualche anno fa dei “veterani” Treat, ma ci siamo anche sorpresi e divertiti con le nuove leve capaci di imporsi sul mercato con lavori freschi, moderni e ben costruiti come gli H.E.A.T., Work Of Art, Reckless Love, Crashdiet e Crazy Lixx. Proprio quest’ultimi, dopo un buon debutto come “Loud Minority” (2007) sono riusciti solo due anni più tardi a dare alla luce uno splendido album come “New Religion”, prodotto e curato dalle sapienti mani di Chris Laney. Per la band di Danny Rexon adesso bisognava soltanto confermare tutto il proprio talento con questo terzo album, “Riot Avenue” che, ancor prima della sua uscita, porta dietro di sé notizie non proprio incoraggianti. Primo fra tutti la scelta da parte della band di autoprodursi (scelta purtroppo errata, a posteriori) chiudendo di fatto la collaborazione con Chris Laney che aveva così tanto condizionato il sound di New Religion”, e in secondo luogo l’abbandono a fine registrazioni del disco da parte di Loke Rivano e Joey Cirera (rispettivamente bassista e batterista) per “divergenze artistiche”. Se a questo aggiungiamo le dichiarazioni del singer Danny Rexon che annunciava un deciso cambio di sonorità e una maggiore presenza delle chitarre in questo nuovo album allora i dubbi si fanno sempre più grandi.

Non che le melodie ottantiane e quei ritornelli anthemici siano definitamente scomparsi, quanto piuttosto in “Riot Avenue” la band ha scelto di adottare un appeal molto più sleaze che si può ricondurre a band quali Motley Crue o Skid Row piuttosto che Def Leppard o Poison come nel precedente LP, con maggiore enfasi ai riff di chitarra, il tutto condito da una produzione meno “pompata” ma più grezza e asciutta. I collegamenti col passato sono comunque presenti nell’ottima opener “Whiskey Tango Foxtrot” e da poche altre tracce come la titletrack “Riot Avenue” e “Church Of Rock” con i suoi potenti cori. Meritano di essere menzionate altre buone tracce come “Sweet Bad & Beautiful”, “Young Blood” (tiratissima e con un chorus straripante) o il singolo “In The Night” ma niente che si possa lontanamente avvicinare a canzoni come “Rock In A Hard Place” “21 Till I Die” o “My Medicine” nonostante la grande prestazione di Danny Rexon al microfono e di Andy Dawson alla chitarra, coadiuvato questa volta dal nuovo chitarrista Edd Liam. Per avere un lampo bisogna però aspettare “Only The Dead Know”, unica ballad del disco posta tra l’altro in chiusura in cui gli echi di Skid Row si fanno sempre più intensi grazie all’ottima prova di Rexon su un vestito vocale che sarebbe stato indossato perfettamente da un Sebastian Bach di “Slave To The Grind” (1991).

IN CONCLUSIONE

Per chi come il sottoscritto si aspettava il tanto decantato terzo disco della conferma o della maturità da parte dei Crazy Lixx, o una sorta di prosecuzione di quel terreno già esplorato con “New Religion” allora troverà questo nuovo lavoro della band svedese un deciso passo falso. Un songwriting spesso poco esaltante, una produzione lacunosa e deficitaria che poco riesce ad esaltare brani comunque non eccellenti e una virata verso territori più sleaze sono indubbiamente i motivi che fanno di “Riot Avenue” un buon disco e nulla più. Ovviamente, tutti i fan di sonorità più street e glam saranno contenti di questa leggera virata da parte del gruppo svedese, che va premiato per la buona prestazione da parte di tutti i musicisti capaci comunque di creare un buon album di hard/sleaze rock.

Alla prossima Crazy Lixx…

TRACKLIST:

01. Whiskey Tango Foxtrot   *
02. Young Blood   *
03. Riot Avenue   *
04. Fire It Up
05. Downtown
06. In The Night
07. Church Of Rock
08. Heatseeker
09. Sweet, Bad & Beautiful  *
10. Be Gone
11. Only The Dead Know   *

* migliori canzoni

FORMAZIONE:

Danny Rexon – Voce e Chitarra
Andy Dawson – Chitarra e Cori
Edd Liam – Chitarra
Loke Rivano – Basso e Cori
Joey Cirera – Batteria e Cori

VIDEO:

PER ACQUISTARE IL DISCO:

http://www.frontiers.it/album/5006/

LINK:

http://www.crazylixx.com/

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11 Commenti

  1. michele
    Pubblicato 17/05/2012 alle 21:06 | Link Permanente

    Concordo sul voto e sulla recensione. Tracce di Motley crue però, ce ne sono parecchie anche in new religion, basti ricordare la citata My medicine che sembra uscita da dr. fellgood.
    Certo, passo indietro rispetto a New religion dove troviamo un livello alto più o meno per tutto il disco mentre qui quel livello alto lo trovo solo in 4-5 tracce.
    La produzione si sente diversa e più grezza ma non la trovo del tutta negativa anzi in tracce come Whiskeye Fire it up, credo ci stia.
    Secondo me questo disco è figlio proprio degli “scazzi” tra di loro: quello che differenzia Le bands ’80s da quelle attuali, in molti casi è proprioil fatto che ora si sentono tutte prime donne e vogliono fare e strafare mentre una band sono 4-5-6 strumenti che devono coinfluire a imbuto in uno e deve essere fatto partedo e finendo alla pari. Il primo colpo con il chitarrista che è andato negli Hard core superstar è stato sopperito con una grande ispirazione ma ora bisogna ripartire.

  2. Pubblicato 18/05/2012 alle 03:18 | Link Permanente

    Personalmente proprio in my medicine che è molto “bombastica” ci vedo poco dei motley che tanto erano grazzi, graffianti mentre qua e là è vero anche su new religion si sentivano certi echi della band di Neil e Sixx ma mai così forti e soprattutto non così tanto da offuscare gli echi ben più consistenti di Poison e Def Leppard…

    Concordo anche sul fatto che la scelta di abbandonare il gruppo da parte della sezione ritmica abbia portato un po’ di turbolenza negli equilibri e nella tranquillità del gruppo stesso, visto che a quanto pare motivo dello split sia proprio questa nuova svolta nel sound….

    Sulla produzione a me personalmente non è piaciuta più di tanto, nonostante comunque non sia proprio pessima e che in un sound più sleaze la cosa può dare meno fastidio…

  3. michele
    Pubblicato 18/05/2012 alle 12:48 | Link Permanente

    Andrea, mi riferivo all’intro di my medicine che è molto Motley crue, poi certo il resto era molto più “morbido”.
    Ritengo New religion molto più bello di quest’ultimo ma Crazy lixx li vedo di più con un suono grezzo.
    La cosa più importante è che poteva esserci un proseguo invece c è stato un passo indietro anche se credo che prima ci debba essere una stabilità nella line up da subito.

  4. Pubblicato 18/05/2012 alle 13:10 | Link Permanente

    Ah ok avevo inteso ti riferissi al sound motley per tutta la canzone :)

  5. Pubblicato 18/05/2012 alle 13:54 | Link Permanente

    Album per me deludente… mi aspettavo veramente l’album della consacrazione per i Crazy Lixx invece il passo indietro per me è notevole…

  6. horus76
    Pubblicato 18/05/2012 alle 21:18 | Link Permanente

    si credo anch’io che sia un passo indietro rispetto a new religion,certo i pezzi non sono brutti,si mantengono più o meno sulla stessa falsariga,quello che manca sono proprio le hit che aveva il disco precedente,poi anche a me piaceva di più la produzione un pò più pompata,che questa troppo grezza.voto 6.5

  7. michele
    Pubblicato 19/05/2012 alle 16:31 | Link Permanente

    Ho riascoltato il cd oggi e in effetti è veramente una “thin production”!
    Pezzi come Fire it up and Sweet bad and beautiful tanto per citarne un paio ne risentono parecchio mentre in altre, già citate ci può stare.
    In conclusione c è da dire che probabilmente la band ha voluto così e quindi hanno dimostrato personalità, altrimenti avrebbero proseguito sulla scia di New religion.
    Ora starà a loro, prima cosa stabilizzarsi come line up e poi decidere di riprendere sonorità come il precedente oppure continuare da Riot avenue.

  8. Pubblicato 27/05/2012 alle 11:11 | Link Permanente

    D’accordo con la recensione di Andrea….manca qualcosa a questo lavoro….voto giusto perchè la qualità non manca ma mi aspettavo molto di più dai Crazy Lixx…

  9. angelorock
    Pubblicato 04/06/2012 alle 02:35 | Link Permanente

    alchuni hanno commentanto che i crazy lixx questa volta hanno fatto fiasco il disco secondo me e ottimo purtroppo hanno sterzato verso piu sonorita sleaze rispetto ai primi due e la produzione e un po pompata speriamo che con il prossimo album aggiustino la mira bravi lo stesso crazy lixx

  10. sleaze boyz
    Pubblicato 18/02/2013 alle 21:25 | Link Permanente

    A distanza di mesi devo dire che, nonostante le critiche, io trovo che sia un bel disco! Sono approdati a sonorità che più amo e, per quanto non siamo di fronte ad un capolavoro, il disco resta costante per tutta la sua durata. Difetto dei lavori precedenti invece……

  11. Andy'71
    Pubblicato 02/06/2013 alle 09:33 | Link Permanente

    Secondo me,netto passo indietro,per me che reputo “Loud Minority”il loro capolavoro assoluto,un gioiello degno dei migliori Skid Row dei tempi che furono,un disco potente e pieno di energia per tutta la sua durata…..Questo Riot,non è certo male,ma il confronto non regge,neanche col predecessore.

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