Wild Frontier – 2012 – Recensione

Wild Frontier

Voto:★★★★★★★★½☆ 

Artista: Wild Frontier
Titolo: 2012
Genere: Melodic Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Music Buy Mail

Siamo noi i primi colpevoli di non aver adeguatamente parlato di 2012, il quinto album della carriera degli hard rockers tedeschi Wild Frontier di ormai prossima uscita (4 maggio via Music Buy Mail).

Dimenticanza che si fa ancor più grave se si tiene conto delle qualità che questa pubblicazione sa dimostrare. 2012 è infatti un album che prima di tutto gode di un’ottima produzione, gestita da Bob Jensen e dalla band stessa, ma che sa anche entusiasmare grazie a melodie avvolgenti, grandi riff di chitarra e cori da urlo. Ma andiamo per ordine.
Prima di tutto la formazione, riconfermata al completo fatta eccezione per la batteria, qui suonata in alternanza dai fratelli Sascha Fahrenbach e Nico Fahrenbach (con il primo che si sposterà poi alla chitarra ritmica in sede live). Come di prassi per questo progetto, tutto tende a ruotare intorno alla figura di Jens Walkenhorst, vero e proprio leader dei brani grazie alla sua bella timbrica e vocalità e al suo preciso lavoro di chitarra, che alterna con gusto riff energici e potenti con altri più melodici e ricercati.
Non si può poi mancare di far menzione all’originalità dei componimenti, tutti dotati di ritmo, energia e gusto melodico e corale, e con un songwriting di gran classe e sempre molto ispirato.

Alla luce di quanto detto, è quindi scontato non trovare all’interno della lunga tracklist (13 brani) canzoni sottotono o riempitive. Il meglio sicuramente è racchiuso nella bella To the End of The World, una cavalcata melodica che pare l’incontro tra gli Iron Maiden e l’hard rock melodico, e nel singolo It´s All Over Now, dotato di uno dei migliori lavori di chitarra dell’intero disco. Granitica e allo stesso tempo diamantina, la ballata Why Don´t You Save Me lascia poi spazio al lato più vellutato della formazione, mentre Stay Tough ci riporta indietro negli ’80s grazie a un bell’arrangiamento di tastiere sul ritornello corale. Assolutamente entusiasmante anche lo stile molto americano di un pezzo come Favourite, o l’attitudine alla Def Leppard di It´s All Up To You, ma non mancano di stupire brani come Can´t You Hear Me Calling e Why Are The Good Things Too Hard To Find, dotati di arrangiamenti super, o la cover conclusiva Gimme Gimme Gimme.

IN CONCLUSIONE

2012 entra di diritto tra le migliori pubblicazioni discografiche di questo anno. Cori avvolgenti, melodie cathcy, energia da vendere, grandi riff di chitarra e una super vocalità sono solo alcuni degli ingredienti che vi porteranno irrimediabilmente verso una prematura calvizie (ovviamente dovuta alla manco poi tanto involontaria pratica di strapparvi tutti i capelli dalla testa per la gioia e l’emozione derivante dagli ascolti over the top). Sicuramente 2012 a dispetto del titolo non sarà il disco dell’anno, ma segnatevelo come serio candidato alle posizioni alte delle vostre classifiche. Che bella sorpresa!

TRACKLIST

1. 2012
2. To the End of The World *
3. It´s All Over Now *
4. Another Lonely Day Without You
5. Why Don´t You Save Me *
6. Stay Tough *
7. Favorite *
8. It´s All Up To You *
9. Tonight Tonight Tonight
10. Can´t You Hear Me Calling *
11. Long Gone
12. Why Are The Good Things Too Hard To Find *
13. Gimme Gimme Gimme *

* migliori canzoni

FORMAZIONE

Jens Walkenhorst – Voce, chitarra
Mario Erdmann – Basso, cori
Thomas Ellenberger – Tastiere, cori
Sascha Fahrenbach – Batteria, chitarra
Nico Fahrenbach – Batteria

CONTATTI

http://www.wildfrontier.de/

PER ACQUISTARE IL DISCO

http://www.wildfrontier.de/index.php?option=com_content&task=view&id=9&Itemid=

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Questo articolo è stato pubblicato in recensioni
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2 Commenti

  1. Federico jbf
    Pubblicato 01/05/2012 alle 10:11 | Link Permanente

    Bello il pezzo del video. Tempo fa avevo scaricato un paio di cd di questi tedeschi.
    Quello che colpisce e’ l’incredibile somiglianza della voce di Jens con quella di Mike Tramp (poi ci hanno messo anche il leone in copertina).
    Comunque sanno costruire pezzi di hard melodico molto frizzanti, nella miglior tradizione dei White lion piu’ elettrici (quelli di Pride).

  2. giulio
    Pubblicato 13/07/2012 alle 21:38 | Link Permanente

    La “frontiera selvaggia” rimane ben lontana dal definirsi tale.
    Un album piatto che trascorre senza mai convincere a pieno e senza graffiare.
    Alcune canzoni sono anche orecchiali ma il dubbio sulla qualità di questo prodotto mi rimane impresso, saranno i coretti banali o la voce di Jens che non mi lascia propriamente entusista.
    Deludente!

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