Artista: Unisonic
Titolo: Unisonic
Genere: Melodic Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: earMUSIC
A distanza di ben due anni dall’annuncio della nascita di questi Unisonic, supergruppo formato da Michael Kiske, Kai Hansen, Dennis Ward, Mandy Meyer e Kosta Zafiriou ecco finalmente arrivare il primo omonimo LP, anticipato qualche mese fa dall’uscita dell’EP “Ignition” (qui la recensione). L’attesa per questo lavoro, come scrissi nella recensione di “Ignition” è davvero tanta, visto il ritorno nella stessa formazione di Kiske ed Hansen, ex “zucche di Amburgo” (Helloween, ndr) ma le domande i dubbi erano ancora molti…Citando la recensione “sarà il songwriting all’altezza vista la caratura dei musicisti coinvolti?” “Verrà migliorata la produzione e i suoni in generale che in questo EP non sembrano curati particolarmente?” “Il disco sarà davvero un mix tra power metal e hard rock?”. Le risposte sono arrivate e, nonostante la caratura dei musicisti coinvolti non abbia dato vita ad un capolavoro, il risultato si può definire più che soddisfacente ma procediamo con ordine…
Il disco innanzitutto conferma in toto quanto già ascoltato su “Ignition”, quindi ogni metallaro o assiduo ascoltatore di power metal può tranquillamente stare alla larga da questo lavoro, a meno che non sia disposto ad ascoltare dell’hard rock melodico senza infamia e senza lode. Le influenze maggiori di questo disco si possono ricondurre alle band/progetti dei singoli componenti che formano gli Unisonic, con i Place Vendome come punto di riferimento principale vista la partecipazione in questo disco di Kiske, Zafiriou e Ward (tutti e tre presenti nei due Lp dei Place Vendome). Alle già conosciute “Unisonic”, “Souls Alive” e “My Sanctuary” la band aggiunge diversi brani tutti di buona fattura ma che alla lunga, forse per la loro struttura alquanto semplice e fin troppo lineare, potranno tranquillamente venir dimenticati senza lasciare alcna minima traccia nell’ascoltatore. Non è assolutamente un disco da buttare, sia chiaro ma probabilmente chi si aspettava un super disco degno della caratura dei nomi coinvolti rimarrà molto deluso considerando il fin troppo mestiere e la poca “inventiva” che viene fuori successivamente all’ascolto. Nonostante tutto ed elucubrazioni mentali a parte, il disco risulta piacevole e divertente: con “Never Too Late” e “We Rise” i nostri ci regalano quei piccoli momenti di “happy power metal” stile Gamma Ray e Helloween (quelli più melodici e “commerciali) con tanto di ritornello della prima che ricorda molto “Time To Break Free” (Land Of The Free, 1995) mentre torna a dominare prepotentemente la melodia con tanto di ottime linee vocali di un Kiske sempre in forma con “I’ve Tried” (e il suo, a mio avviso, stupendo chorus), la spensierata “Never Change Me” senza tralasciare i grandi cori di “Star Rider” che fanno da cornice ad un ritornello quasi epico. Se con “Renegade” la band prova a destreggiarsi in territori più “metal”, in cui le chitarre e il drumming si fanno leggermente più intricati e incisivi strizzando perfino l’occhiolino ai recenti lavori targati “Avantasia” , con “King For A Day” la penna di Hansen ci regala un grande brano dalle tinte cupe e con quell’alone di oscurità tipico del chitarrista tedesco. Alla dolce e rilassante “No One Ever Sees Me” il compito di chiudere questo platter, con la toccante e delicata ugola di Kiske (che ha scritto testo e musica) in primo piano che ci riporta direttamente nel 2006, ai tempi delle dolci atmosfere del suo cd solista “Kiske”.
IN CONCLUSIONE
Non un capolavoro ma tanta buona musica. Questo potrebbe essere il miglior riassunto di questo “Unisonic” che non abbaglia per grande qualità ma nemmeno fa gridare allo scandalo. Che tutti e cinque i musicisti coinvolti avrebbero potuto regalare all’ascoltatore molto più di quello che si è ascoltato è fuori dubbio ma credo che il divertimento nel suonare insieme sia stata la goccia che ha permesso la realizzazione di questo progetto più di qualsiasi offerta economica e più di qualsiasi voglia di rivoluzionare o stupire il mercato musicale. Se poi oltre a divertirsi riescono nell’intento di divertire l’ascoltatore allora l’obiettivo è centrato. Prendendo a piene mani da Gamma Ray/Helloween, Place Vendome e un pizzico dei solisti di Kiske (specialmente l’omonimo del 2006) la band ha confezionato un disco di hard rock melodico suonato con tanta esperienza in cui a brillare è soprattutto il sempre ottimo cantato di Michael Kiske (anche se con qualche vibrato di troppo) che riesce a donare una luce diversa a composizioni che, cantate magari da altri singer, sarebbero state discrete e nulla più. Prima di un acquisto a scatola chiusa dategli comunque un ascolto, potrebbe addirittura sorprendervi a patto che l’approccio al disco sia non troppo impegnato e che non cerchiate nella musica solo opere d’arte.
TRACKLIST:
01. Unisonic
02. Souls Alive *
03. Never Too Late
04. I’ve Tried *
05. Star Rider *
06. Never Change Me
07. Renegade
08. My Sanctuary
09. King For A Day *
10. We Rise
11. No One Ever Sees Me *
* migliori canzoni
FORMAZIONE:
Michael Kiske: Voce
Mandy Meyer: Chitarra
Kai Hansen: Chitarra
Dennis Ward: Basso
Kosta Zafiriou: Batteria
http://www.star31.com/unisonic-1-limited-edition.html
LINK:
http://www.myspace.com/unisonic














12 Commenti
Devo dire che mi trovo sostanzialmente d’accordo con la recensione di Andrea.
Superato il momento iniziale di totale esaltazione dei primi ascolti (…esaltazione per lo più dovuta alla felicità inebriante di poter riascoltare per un intero disco Kiske e Hansen insieme….), mi sono ritrovato fra le mani un “buon” disco di hard rock molto piacevole, ma non certamente quel capolavoro totalizzante che ci si sarebbe forse (più o meno legittimamente) aspettati.
A distanza di alcune settimane, è caduto dunque lentamente nel dimenticatoio…ma questo non vuol dire che sia un brutto disco, anzi…
E’ certamente un bell’album, ma forse dotato di scarsa longevità…
Troppo scontate in alcuni frangenti le melodie….anche troppo pacchiane, se vogliamo.
Ma ripeto, un album piacevole.
Concordo con il 7 assegnato da Andrea.
Andrà meglio la prossima volta.
Delirio iniziale che capisco perfettamente vista la mia ormai famosa DEVOZIONE per quel pelatino dall’ugola d’oro!!
…concordo anch’io sulla recensione ma ascoltandolo bene anche un 8 ci sta!!! ….nel 2012 preferisco che l’album suoni poco power metal e tanto place vendome!!! le canzoni per me migliori sono:
renegade, never change me (testo da true rocker che a me piace molto e penso rivolto all’eterna sfida uomo-donna) souls alive, starrider e my sanctuary………..tra le peggiori e scontate a mio parere proprio quella unisonic che rimanta, pero’ in modo banale, al sound helloween!!!!
sostanzialmente sono d’accordo con la rec anche se un punto in più l’avrei dato anch’io.diciamo che è un buon mix tra varie influenze,dai place vendome ai gamma ray fino agli helloween più commerciali.x me la vera nota stonata è proprio la title track un pò troppo fuori contesto con il resto del disco e un pò troppo banale,ma x il resto ci sono grandi pezzi come my sanctuary,never change me,starider,never too late,souls alive,renegade,no one ever see me e pezzi leggermente inferiori come we rise,king for a day e i’ve tried.alla fine se consideriamo le dichiarazioni di kiske di non molti anni fà sulla musica metal e hard rock ci si sarebbe mai aspettato un disco del genere??x di più con kai hansen alla chitarra.aspettarsi un capolavoro x me era chiedere fin troppo e questo disco x me è già un mezzo miracolo.
Le dichiarazioni di Kiske purtroppo sono state deviate dal suo concetto iniziale proprio dalle stesse persone che lui stesso attaccava: cioè i metallari con la mente chiusa e quel tipo di musica metal chiusa, cattiva (come intenzioni e come significati)…
Infatti nei suoi solisti la musica è tutt’altro che metal, e nonostante quello dichiarato, comunque non ha mai escluso che non possa fare delle partecipazioni in dischi di amici musicisti che magari lo invitano…tutti i vari progetti in cui è stato coinvolto hanno poco a che vedere con il tipo di metal che criticava (dagli edguy, agli avantasia, Trick Or Treat, gamma ray, indigo dying ecc…tutta musica fatta da amici ma sempre o in generale con messaggi positivi)
Per questo io comunque credo sia stato sempre coerente, senza contare che quelle dichiarazioni ai tempi furono molto dettate dalla rabbia scatenata uscendo dagli helloween….
si ma un conto sono le partecipazioni in qualche canzone e un’altro è avere una tua band,anche i place vendone si possono considerare come un progetto a cui lui ha prestato la voce ma in cui non scriveva nessun pezzo.le sue dichiarazioni all’epoca x me erano troppo generalizzate come se qualsiasi band metal lanciasse solo messaggi negativi,e in quel periodo nulla lasciava presagire a una band come gli unisonic.solo recentemente ha ammesso di avere esagerato e che in fondo ci sono anche molte metal band “positive”,giustificando che la sua rabbia passata era dovuta in larga parte alla frustrazione x la vicenda del suo addio agli helloween.
Si infatti molta frustrazione, ma non generalizzava, a lui non andava solo quel tipo di metal e di persone chiuse che ha avuto modo di conoscere e vivere con gli helloween, con i paraocchi (o paraorecchie, visto che si parla di musica) che esisteva ai tempi, esiste tutt’ora ed esisterà purtroppo sempre…
Gli unisonic nonostante comunque non la considero la SUA band, non sono certo Metal nel senso stretto, e non hanno tutti questi messaggi negativi…
no ma non intendevo la sua band nel senso stretto,ma cmq una band vera e propria come non aveva dai tempi degli helloween.si certo che non è metal ma se consideriamo le sue ultime uscite da solista escludendo i place vendome questo disco è un bel passo in avanti.
Indubbiamente, questo è verissimo…
speriamo che “come band” continuino ancora un po’…anche perchè hanno già deciso che continueranno gli unisonic nei momenti di pausa delle band principali cioè gamma ray, pink cream 69 ecc…Presumo passeranno altri due anni prima di un nuovo lavoro targato Unisonic
solo ora sono riuscito ad ascoltare per bene questo lavoro… risultato, tra le cose che ho sentito ultimamente questo è uno dei dischi che alla fine mi sono piaciuti di più… concordo con Andrea e la sua recensione, non un capolavoro, ma un album per me godibilissimo se avete apprezzato il Kiske dei Place Vendome… promosso con un bell’8
Discreto dischetto per gli Unisonic, sicuramente piacevole ma (visti i nomi) dove mi sarei aspettato qualche cosina di più…
Ottimo lavoro, anche se nella seconda metà dell’album il livello scende un poco…