Tyketto – Dig in Deep – Recensione

tyketto

Voto:★★★★★★★★★☆ 

Artista: Tyketto
Titolo: Dig in Deep
Genere: Hard Rock
Anno di uscita: 2012
Etichetta: Frontiers Records

Prendete il nome Tyketto e aggiungeteci un titolo, Dig in Deep. Poi infilateci dentro una data, 20 aprile 2012, tenendo conto che essa sancisce un ritorno in studio atteso 17 anni. Infine mettete nella partita il come back di Danny Vaughn al microfono, e quindi la presenza della formazione originale della band al gran completo. Fatto? Beh, ora guardate cosa avete in mano. Se fosse una partita di carte non urlereste al poker d’assi?!

In fin dei conti Dig in Deep è esattamente il tipo di album che ci potevamo aspettare dai Tyketto oggi. E’ un lavoro di gran classe, dal sound spiccatamente hard rock (e sempre forte di quella sua sfumatura bluesy che ha fatto le fortune del gruppo) e dal songwriting assolutamente vario e d’eccellenza, ma soprattutto è un disco che poggia forte e solido su una produzione davvero ottima, che si apprezza al massimo alzando il volume (cosa rara di sti tempi..) e lasciandosi avvolgere dalle sue calde sfumature.
La prestazione della band tutta risulta essere di altissimo livello, con un Danny Vaughn sovrano indiscusso di vocalità e minimamente calato di qualità rispetto agli anni d’oro, un Brooke St. James in formissima, come dimostrato dalla varietà dei suoi riff e assoli, e con i restanti Jimi Kennedy e Michael Clayton precisissimi a tenere con maestria il passo dei primi due, tra brani più sostenuti ed altri più attenti alla melodia e alle preziose sensazioni da trasmettere all’ascoltatore.
La tracklist stupisce infatti per intensità e ha il pregio di non calare mai di una virgola, rendendo difficilissima la scelta dei migliori brani del lotto che come sempre sono solito fare a questo punto dell’analisi.

Di certo non posso mancare di nominare l’apertura Faithless, uno dei pezzi più energici del disco e più in linea con il glorioso esordio del 1991, con un refrain davvero da urlo. Poi c’è Battle Lines, una mid-tempo dalle mille sensazioni e forte di un Vaughn assolutamente sugli scudi, e la grintosa ma allo stesso tempo levigata The Fight Left In Me, per arrivare al grande ritmo e alla bella atmosfera di Evaporate e alle super melodie della leggera Monday, che cresce di intensità fino a toccare il suo apice sul ritornello e sulla sua bellissima seconda strofa. Per concludere, garantisco sulla qualità di due dei brani finali, ovvero Sound Off e This Is How We Say Goodbye, con la prima che appare come una sferzata di hard rock graffiato e maschio e la seconda come una delicata power ballad di chiusura, che commuove all’infinto con la sua ammaliante dolcezza.

IN CONCLUSIONE

A vincere l’ipotetica partita di poker di cui a inizio articolo è quindi ancora una volta la Frontiers Records, che si aggiudica un disco ispirato, sentito, coinvolgente ma soprattutto suonato da una band amata dai più e ancora in perfetta forma smagliante, nonostante la sua lunga separazione ormai alle spalle. Chi avrà la possibilità di vedere i Tyketto live quest’estate credo si debba seriamente preparare a una delle migliori esperienze musicali della sua vita.
Tornando all’album, questo Dig in Deep ovviamente non è ancora accostabile agli storici Don’t Come Easy e Strength in Numbers, ma riesce comunque ad avvicinarsi a quei livelli (specie all’ipotetico voto finale del secondo dei due) grazie a brani come sempre di primo impatto e di tanta qualità, ma anche a merito della sua super produzione (una delle migliori degli ultimi anni) che da sola aggiunge di certo un buon 0.5 al mio voto finale. E si, sono già sicuro che a fine anno molti di voi si ricorderanno di Dig in Deep nelle proprie classifiche personali. Che dite, scommettiamo?

TRACKLIST

1. Faithless *
2. Love To Love
3. Here’s Hoping It Hurts
4. Battle Lines *
5. The Fight Left In Me *
6. Evaporate *
7. Monday *
8. Dig In Deep
9. Sound Off *
10. Let This One Slide
11. This Is How We Say Goodbye *

* migliori canzoni

FORMAZIONE

Danny VaughnVoce
Brooke St. James – Chitarra solista, cori
Jimi Kennedy – Basso, cori
Michael Clayton – Batteria, cori

CONTATTI

http://www.tyketto.de/
http://www.frontiers.it/

PER ACQUISTARE IL DISCO

http://www.frontiers.it/album/5004/

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18 Commenti

  1. Ariigo
    Pubblicato 06/04/2012 alle 09:18 | Link Permanente

    La più grossa delusione di questi primi 4 mesi, quasi peggio dei solisti di Vaughn, qui vi sono 2-3 pezzi decenti e nulla più e, dopo 17 anni, non è minimamente accettabile.

  2. Pubblicato 06/04/2012 alle 09:31 | Link Permanente

    de gustibus, io l’ho trovato molto più avvincente dell’uscita dei Van Halen ad esempio ;)

  3. michele
    Pubblicato 06/04/2012 alle 14:00 | Link Permanente

    Da questo disco mi aspetto molto, moltissimo. La recensione è in linea con quello che mi aspetterei…….
    Il 20 aprile (che poi sarà il 23 o 24) è una data da mettersi in ferie e godersi il tris d’assi che ci sta preparando Frontiers.
    Caro Iacopo io ci scommetto anche un bel pò sopra….;-)

  4. Ariigo
    Pubblicato 06/04/2012 alle 15:20 | Link Permanente

    Van Halen è veramente finto con un DLR scoppiato, le uscite Frontiers di questo mese, a mio modestissimo parere, sono una grand delusione, inziata con il surrogato di Vaughn, continuata con il moscio Crazy Lixx e conclusa l’appena sufficiente Trixter. Ammetto tuttavia che anche per me doveva essere un gran mese. Non ci rimane che spreare nel prossimo Hardline, Wig Wam è probabilmente addirittura peggio dell’ultimo…

  5. Pubblicato 06/04/2012 alle 19:40 | Link Permanente

    Non parlo di delusione per i Tyketto ma sicuramente mi hanno lasciato un pò con l’amaro in bocca…

  6. Capitan Andy
    Pubblicato 06/04/2012 alle 20:29 | Link Permanente

    ma cosa dici ariigo!!! david lee roth scoppiato??? ce ne sono dei messi peggio dai!!! a pur sempre 58 anni e non 25!!! trovo invece che la sua voce abbia acquistato in profondita’!!! i van halen sono sempre i numeri uno! ma chi sono sti tik tak a confronto! fecero un disco e mezzo bello in tutta la loro carriera! io ho sentito il singolo per ora e a me sembra poco poco ispirato!!! dovevano fare forse un album come don’t come easy! il singolo mi sembra troppo con quella vena new metal piu’ che aor!!!

  7. Pubblicato 06/04/2012 alle 22:14 | Link Permanente

    A volte mi chiedo andy come fai a dire certe cose…i tyketto un disco e mezzo bello?…. Ma ancora una volta mi chiedo: bisogna per forza fare un disco capolavoro come in passato? C’è ancora gente che pensa che le band attive da 20 e passa anni possano ancora fare dischi uguali o superiori ai propri capolavori?

    Esiste anche la via di mezzo, cioè gli ottimi album e i buoni album…mica solo i capolavori…

  8. michele
    Pubblicato 07/04/2012 alle 17:18 | Link Permanente

    Ricordiamo che don’t come easy e strenght in number sono in piena era grunge……e ritengo che entrambi, siano dei gran dischi. Certo se non fosse esistito il grunge saremmo qui a parlare di successoni, come avrebbero dovuto essere.
    Ritengo anche che se dopo 20 e passa anni si tona con un disco non alla pari ma su quella scia, come se fosse un proseguimento poi se la produzione come dice Iacopo è al top, direi che lo possimao gustare molto meglio.
    Van halen lo ritengo purtroppo un pò una delusione, ho sentito qualcosa, non tutto perchè davvero non riesco, non mi tocca come speravo facesse.

  9. Capitan Andy
    Pubblicato 08/04/2012 alle 13:54 | Link Permanente

    esatto non li hanno mai fatti i dischi grunge ma perche’ farlo ora!!!! il singolo ha quella vena grunge “new” che a me sinceramente fa schifo detto questo non posso valutare il resto del lavoro perche’ aspettero’ di ascoltarlo!!! certo che una gran voglia di farlo non me la da!!! oh vizzari perche’ quanti ne hanno fatti degli album? ….non dico ripetere lo stesso album all’infinito ma sapersi ammodernare senza snaturalizzare il nome! il marchio di fabbrica in questo caso quello prettamente melodico dei tyketto!!!…..michele…. se non l’hai ascoltato almeno 10 volte l’ultimo VH non puoi avere un metro di paragone comunque puo’ anche non piacerti eh? de gustibus……….

  10. Federico jbf
    Pubblicato 09/04/2012 alle 12:41 | Link Permanente

    Lo compro di sicuro, una delle voci piu’ belle del rock (tra i mie tre preferiti di sicuro).
    A me non dispiacciono i solisti di Vaughn.
    Per fare un disco bello come don’t come easy dovrebbero decidere per sonorita’ piu’ ottantiane(alla Heat) , cmq mi piacciono anche cosi’.
    Su David Lee Roth concordo con Andy,secondo me canta ancora come ai vecchi tempi.

  11. Pubblicato 10/04/2012 alle 18:42 | Link Permanente

    Dig In Deep di grunge non ha nulla, basta ascoltarlo e tutto si fa più chiaro. Così coem faithless non ha nulla di grunge…

    Finalmente ho potuto ascoltare per bene questo dig in deep e devo dire che sento molte influenze del Vaughn solista ma che non mi è per niente dispiaciuto come disco…Un buon ritorno indubbiamente nonostante posso capire la mancanza dellla fiamma che caratterizzava soprattutto il loro debutto…

  12. Pubblicato 12/04/2012 alle 20:13 | Link Permanente

    Direi un buon disco,lontano però dal voto di iacopo a mio avviso….un 7,5 era giusto….Vaughn ottimo ma l’album nel complesso non mi ha convinto pienamente……

  13. michele
    Pubblicato 28/04/2012 alle 18:42 | Link Permanente

    Finalmente ascoltato. Seconod me di grunge nn ha niente ma superfluo dire che mi aspettavo molto di più.
    se escludo la opener e la title nn mi è rimasto molto impresso.
    Certo “scaverò” più a fondo con almento un paio di ascolti in più, ma l’impresso d’impatto è un disco, per come la vedo, solo più che sufficiente.

  14. mimmo
    Pubblicato 04/05/2012 alle 23:15 | Link Permanente

    Disco piacevole ma nulla più, che alterna (a livello di song) una discreta prima parte con una seconda assolutamente mediocre….

  15. michele
    Pubblicato 05/05/2012 alle 19:52 | Link Permanente

    Dopo 4 ascolti posso dire che in effetti qualcosa di buono in più rispetto al primo impatto c è, ribasco che personalmente non è da 9, forse un 7……mah….
    Forse c erano troppe aspettative dietro questo disco, giustificate, ma l’influenza di Vaughn solista ci sono parecchio.
    Devo dire che a livello di come back molto, molto meglio quello dei Trixter

  16. horus76
    Pubblicato 08/05/2012 alle 21:46 | Link Permanente

    l’ho ascoltato anch’io e devo dire purtroppo che sono rimasto un pò deluso,si certo il singolo è una buona canzone ma nulla di più e il resto suona tutto un pò troppo moscio senza mordente con le chitarre che si sentono appena,e nessuna canzone che mi sia rimasta impressa.certo non mi aspettavo un disco alla “don’t come easy”ma dai tyketto mi aspettavo molto di più.voto 6

  17. michele
    Pubblicato 16/05/2012 alle 19:37 | Link Permanente

    Proprio oggi mi sono rimesso su don’t come easy e ho goduto e rigoduto anche perchè era una bel pò che nn lo ascoltavo.
    Certo che è passato del tempo, troppo (maledetto grunge) ma quell’energia si è davvero persa con questo ultimo disco.
    Se avessi conosciuto ora i Tyketto nessun problema gruppo nuovo che fa un discreto hard rock, ma per la nostra generazione è in effetti un lavoro sufficiente.

  18. Sleaze boyz
    Pubblicato 20/05/2012 alle 09:50 | Link Permanente

    A me piace onestemente…..molto più dei vecchi lavori, che con tutta onestà mi hanno sempre attirato poco.

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