..So many years since I’ve seen your face.
Here in my heart, there’s an empty space
where you used to be..
Il 6 febbraio 2011, esattamente un anno fa, ci lasciava Gary Moore, uno dei chitarristi più influenti dei tempi moderni. La sua fu una scomparsa silenziosa quanto inaspettata, che tutt’oggi risulta molto difficile da accettare e una ennesima dolorosa riconferma della validità di quella vecchia legge della natura umana che vuole che siano le leggende e gli eroi a morire per primi e più giovani, forse per lasciare agli altri la possibilità di imitarli e rimpiangerli ad oltranza sulla terra.
Il mio ricordo del maestro Moore è racchiuso in quel sorriso denso di nostalgia che mi si stampa in volto ogni volta che ripenso alle emozioni che la sua chitarra mi diede nel suo concerto sul palco dell’Arena del Mare di Genova il 26 luglio 2010. Fu una serata magica, con il palco a due passi dal mare che era diventato, con il suo tramonto prima e la sua notte illuminata poi, il perfetto scenario per la sua musica, per la sua chitarra e la sua voce. Un evento che ad oggi occupa il posto #1 nel mio cuore come miglior emozione musicale della mia vita. Indimenticabile, tanto che ogni volta che ripasso li dove il palco era stato montato, in quella che oggi è una semplice piazzola del porto, il mio passo rallenta automaticamente in segno di rispetto. Credo sarebbe giusto costruire una sua statua in quel punto, sarebbe una giusta proposta da fare al comune di Genova perchè sono certo di non essere l’unico a vacillare percorrendo quel suolo. Vi assicuro che li si respira ancora il suo spirito.
In questo triste anniversario altro non c’è da aggiungere se non un augurio che Gary possa essere li, su una nuvoletta da cartone animato disegnata sull’azzurro del cielo, a suonare con i tanti suoi e nostri amici, con quegli eroi della nostra musica che hanno chiuso gli occhi troppo presto ma che non lasceranno mai i nostri cuori. Le nostre sempre calde cicatrici..
..So long, it was so long ago,
but I’ve still got the blues for you.
Robert William Gary Moore
Belfast, 4 aprile 1952 – Estepona, 6 febbraio 2011, RIP













3 Commenti
Bravo Iacopo, un grande ricordo! La stessa estate lo vidi anch’io 2 volte e
la carica che ci trasmesse fu indescrivibile.. ..quel ritorno insperato all’hard rock sul palco si tramutò in magia…x noi fans della connessione Gary-Phil-Thin Lizzy era il massimo! Ora sarà su quella nuvoletta che dici a jammare con Mark Reale, Phil Kennemore….e Phil Lynott ovviamente!
Sono con voi in questo ricordo emozionante… ciao Gary… I still got “your” blues !
Fantastico chitarrista, uno di quelli che aveva la capacità di spostare l’anima alla chitarra.
Ricordo due anni fa in macchina sul ritorno dalle ferie Marina di Pietrasanta-Rivanazzano, Still got the blues in heavy rotation per tutto il viaggio.
R.I.P. Gary!