Artista: The Poodles
Titolo: Performocracy
Genere: Melodic Rock
Anno di uscita: 2011
Etichetta: Frontiers Records
I The Poodles pur essendo una band relativamente giovane (attiva dal 2006) hanno saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel rilancio del rock melodico Europeo confermandosi tra l’altro come una vera macchina da guerra in ambito live.
Dopo i loro primi due esaltanti album (Metal Will Stand Tall – 2006 e Sweet Trade – 2007), che contenevano pezzi che ne hanno decretato il successo come Echoes from the Past, Night of Passion, Song For You, Streets of Fire, Seven Seas, Thunderball e molti altri ancora, il loro terzo album (Clash of the Elements - 2009) pur mantenendosi su livelli più che buoni sembrava iniziare ad evidenziare alcune crepe nella vena compositiva del gruppo.
Anche il loro live No Quarter (qui la recensione), prima fatica sotto etichetta Frontiers Records, non arrivò a centrare perfettamente il bersaglio non riuscendo a trasmettere appieno il feeling che la band può regalare durante i suoi live.
A questo punto non ci resta che prendere in mano le redini di questo loro nuovo Performocracy sperando che i quattro Barboncini riprendano la strada che ha segnato il successo del loro debutto…
LE CANZONI
I Want It All ci tiene sulle spine grazie al suo intro che sembra eterno, ma quando la band si lancia quello che entra in scena è il classico feeling dei migliori The Poodles giocato tra la voce di Jakob, chitarra, cori ed un ritornello di immediata presa.
Mantiene il giusto livello di interesse anche la successiva Until Our Kingdom Falls, ma è con la successiva dura e vibrante Father to a Son che il gruppo segna il primo vero punto di questo Performocracy. Si fa apprezzare il lato leggermente più cattivo e pestato del gruppo… al solito ritornello da paura!
I Believe In You mantiene il piglio duro e cattivo intrapreso con il precedente pezzo, ancora una volta i cori impeccabili ed immancabili in una produzione firmata The Poodles fanno la differenza, da segnalare poi il buon assolo di chitarra.
Il piano ci accompagna e ci introduce in Cuts Like a Knife che è stato scelto come primo singolo e di cui è stato realizzato anche un video. Il pezzo si segnala sicuramente come una delle prossime stelle in sede live.
La prima parte dell’album è stata nettamente mantenuta su un sound abbastanza spinto con tratti incisivi e duri e così l’apparizione della ballata As Time Is Passing, grazie anche al suo giusto tempismo riesce ad innalzarsi tra la mischia e ad attirare la nostra attenzione. Semplice, classica e di grande effetto!
Al giro di boa ci aspetta quello che secondo me può essere catalogato come uno dei pezzi più belli di questo lavoro. Fatevi semplicemente rapire dalla splendida e velata malinconia mista a rabbia di Love is All.
Your Time is Now non regge il confronto con il pezzo precedente e così passiamo oltre e ci facciamo trasportare dalla cadenza ritmica ed ipnotizzante di Action!
Lo spirito dell’hair metal ci tende la mano invece per l’apertura di Bring Back the Night, ma il seguito è nettamente più prepotente e ancora una volta non possiamo che inchinarci di fronte alle splendide melodie che il gruppo sa regalare. Vampire’s Call aggiunge poco a questo punto mentre nettamente più riuscita risulta Into The Quiet Night che esplode letteralmente durante il ritornello.
Lo spettacolo con Don’t Tell Me si conclude senza botti ma con la consapevolezza di un buon ritorno firmato The Poodles.
IN CONCLUSIONE
Manca il clamore dei primi album, ma sicuramente questo Performocracy servirà a confermare i The Poodles come uno dei migliori gruppi al momento presenti sulla scena Europea. Un album riuscito che non scontenterà sicuramente i fans della band, ma che può piacere anche a tutti gli altri. Grandi cori, ritornelli accattivanti e melodie ipnotiche la fanno da padrona in ogni singolo pezzo. Una bella conferma dai 4 Barboncini!
TRACKLIST
01. I Want It All
02. Until Our Kingdom Falls
03. Father To A Son *
04. I Believe In You
05. Cuts Like A Knife *
06. As Time Is Passing *
07. Love Is All *
08. Your Time Is Now
09. Action! *
10. Bring Back The Night *
11. Vampire’s Call
12. Into The Quiet Night
13. Don’t Tell Me
* migliori canzoni
FORMAZIONE
Jakob Samuel – voce
Pontus Egberg – basso
Christian Lundqvist – batteria
Henrik Bergqvist – chitarra
LINK
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VIDEO















11 Commenti
Buonissimo album, ma nonostante sia il loro 4 album, ancora manca quel salto di qualità che ci si aspetta da musicisti del genere, quell’album esplosivo che ancora manca nella loro discografia…Alla prossima Poodles…
Sinceramente per me il loro album esplosivo è stato il debutto Metal Will Stand Tall, da li in avanti non sono più riusciti a stupire, pur mantenendosi in ogni album su livelli qualitativi elevati.
Concordo, il debut è stata una bella e piacevole sorpresa con quell’hard rock quasi teatrale..
….secondo me anche sweet trade e clash sono veramente ottimi! grande band! non ci si puo’ lamentare di album cosi’! come al solito ste band scandinave meriterebbero piu’ successo anche in italia e fare il pienone ai concerti! il successo se lo meriterebbero molto di piu’ degli hardcore super!!! il livello di suono e le canzoni sono superiori!!! …. questo performocracy mi sembra un po’ inferiore come qualita’ complessiva delle canzoni….album troppo frettoloso???? colpa del contratto frontiers???? …aspettero’ qualche ascolto complessivo in piu’ per giudicare!!!!!!!
Alla fine dei conti quello che si può dire è che i The Poodles sono un grandissimo gruppo… Andy dicevi che ti sembra che questo Performocracy ti sembra un pò più basso come livello rispetto a Clash, per me invece è stato l’esatto contrario… Clash of the Elements mi aveva dato l’impressione di essere un pò più carente di pezzi belli mentre questo Performocracy l’ho trovato nel complesso più riuscito… alla fine quindi direi che è solo una questione di gusti personali e pareri… per il resto restano tutti album nettamente sopra la media!
Sicuramente i gusti determinano molto un giudizio diciamo “numerico” per questo disco ma credo che oggettivamente ancora deve arrivare il disco esplosivo dei Poodles..Tutti dischi buonissimi di qualità ma ancora manca la fiammata…
….MA COMUNQUE ASCOLTANDOLO BENE CI SONO DEI GRAN PEZZI IN STO PERFORMOCRACY!!!! E POI LA VOCE DI JACOB MI EMOZIONA SEMPRE!!! GRANDI POODLES!!! …MI RITENGO SODDISFATTO DELL’ACQUISTO!!!!
….MA COME, MANCA LA FIAMMATA!!!! …MA COSA DICI!….PER I POODLES E’ UNA FIAMMATA DAL PRIMO ALL’ULTIMO ALBUM!!!
Andy, è da un po’ che ormai ti stiamo leggendo molto agitato nei vari commenti a news e recensioni.
Non è il caso di calmare un po’ i toni? a prescindere dai propri gusti personali ti invito a scrivere in minuscolo in quanto il maiuscolo nella netiquette del web significa urlare.
Spero di non ripeterlo un’altra volta.
Premetto che delle band nate dal 2000 in poi(pur essendo composta da veterani), i Poodles sono probabilmente la mia preferita .
Secondo me i loro capolavori sono -Sweet trade al primo posto e Clash (secondo), dissento quindi dall’opinione di Denis il recensore.
Questo performocracy, mi e’ si piaciuto ma meno del precedente, c’e’ qualche episodio decisamente piu’ cupo. Tra l’altro l’ho ascoltato molto meno.
Cuts like a knife e I want it all sono capolavori, ma c’e’ qualche canzone che mi piace un po’ meno.
Comunque uno dei migliori dischi dell’anno (vista la mia passione per questa band).
Federico, non sei il primo che mi dice che mi sbaglio su Clash, eppure tra la discografia dei Poodles è quello che continuo a trovare come il meno riuscito… sicuramente ho apprezzato di più questo Performocracy, ma in fondo sono pareri personali
Alla fine per ora non hanno ancora fatto un album che si possa definire “brutto”, e questa è già una gran cosa!