Michael Bormann – Different – recensione

Michael Bormann - Different - review

Voto:★★★★★★★★★☆ 

Artista:  Michael Bormann
Titolo:  Different
Genere:  Melodic Rock
Anno di uscita:  2010
Etichetta:  AOR Heaven / Frontiers Records

Michael Bormann ha un dono, la sua voce! Inconfondibile, potente, graffiante ma soprattutto bella! Non per niente può essere tranquillamente classificata come LA voce del Rock. Mi vengono in mente poche altre voci così ipnotiche ed incredibili come quella di Michael,  forse Michael Voss dei Mad Max ed il mai troppo compianto Steve Lee dei Gotthard possono avvicinarsi a lui.
Basterebbe già solo questa premessa a metterci all’erta ogni volta che si presenta l’occasione di parlare di un nuovo progetto del cantante tedesco… che diciamocelo, di progetti ne segue veramente tanti, ex Jaded Heart, Redrum, Rain, Charade e The Trophy solo per citarne alcuni, oltre a numerose collaborazioni e ad una carriera solista di tutto rispetto.
Proprio della sua carriera solista parliamo al momento, in quanto ci troviamo tra le mani il suo quarto album, Different. Già il titolo ci fa intendere che forse ci aspetta qualcosa di diverso dal solito “stile Bormann” molto “Hard Rock“.
Sicuramente il rischio di deludere facendo un cambio di direzione è sempre molto alto, ma il tedesco dall’ugola d’oro ha già dimostrato in passato di preferire percorrere nuove strade correndo tutti i rischi e pericoli del caso che non piegarsi alle regole imposte dal “carrozzone del rock“… e questo gli fa già sicuramente onore.

LE CANZONI

Siamo in attesa di sapere se questo album sarà una delusione quando “entra in tiro” la melodia di Life is a Miracle… hey, non mi sembra così differente dal solito, la classe, lo stile e soprattutto la voce del grande Bormann ci sono tutte.  Tiriamo un sospiro di sollievo, il primo passo in questo Different è stato fatto, ed è un passo a suon di Rock… grande pezzo pieno di carica!
Le cose iniziano a cambiare con la successiva To The Top, qui il suono si discosta dal classico Hard Rock duro stile Bormann, la tastiera segna il tempo e la voce fa il resto, il ritmo prende il sopravvento ed è difficile rimanere fermi senza seguire il tempo… forse il paragone è azzardato, ma certo che l’effetto è molto simile a quel Maniac targato Micheal Sembello in Flashdance,  solo più Rock… ;-)
Think Twice è un lento pieno di intensità a cui la voce di Bormann si adatta perfettamente come un vestito su misura. Il ritornello dona atmosfera ad un pezzo che già viaggia sul filo delle emozioni, romantica oltre ogni misura!
Somebody è particolare,  leggera e semplice nella linea melodica eppure perfetta proprio grazie a questa sua semplicità. Una canzone che ti entra in testa già al primo ascolto.
Mr. Rock’n'Roll è sicuramente il pezzo più “assurdo” dell’album,  eppure dopo molti ascolti riesce a catturare e a strappare anche un sorriso, anche se è la meno “digeribile” dell’album.
My Favourite Time va in crescendo fino ad arrivare al riuscito ritornello, un altro pezzo in grado di infilarsi nella mente e non uscirne per giorni.
Breathless è forse il pezzo più duro dell’album, anche se diverso dal solito stile che ti aspetteresti da Michael Bormann, ma non per questo meno bello, il ritornello poi è un bel capolavoro!
Se con Think Twice siete rimasti senza fiato, allora Don’t You Tell Me vi darà il colpo di grazia. Un lento che riesce per intensità ed emozione a superare Think Twice… i Bon Jovi non avrebbero potuto fare meglio… un pezzo splendido in tutto, dalla melodia, alla lirica… e la splendida voce cuce la parola “perfezione” su questo pezzo!
Wouldn’t Let You Down è semplicemente riuscito, ti cattura con il suo stile e la voce ti avvolge regalandoti una sensazione di tranquillità positiva e rassicurante!
La tastiera descrive l’inizio di Who Really Wants To Get Older, ma ben presto il testimone viene ceduto alla chitarra ed alla batteria… altro pezzo ben curato di questo Different che esprime il suo massimo nel giro del ritornello.
Dei passi ed una porta che si chiude, l’inizio di No Way Out – It Hurts è una stretta al cuore… anche se con l’andare del testo si recupera un pò di speranza.
L’unica cosa che posso dire di Was Mir Felht è che spero prima o poi di poterne sentire una versione in inglese… comunque un bel lento!

IN CONCLUSIONE

Sicuramente l’album solista di Bormann più personale. Diverso per sonorità dagli ultimi due lavori (Conspiracy e Capture the Moment), ma sicuramente più curato sotto ogni aspetto compreso quello della produzione, punto dolente dei precedenti lavori.
Un album che non posso negarlo mi è piaciuto parecchioma che va ascoltato più e più volte soprattutto se siete fans di vecchia data del biondo Bormann e che prende le distanze dal solito stile hard rock a cui ci ha abituato negli anni. Ben inteso, questo non è per forza un male,  ma può spiazzare ai primi ascolti.  Forse il pezzo più in linea con i suoi precedenti lavori è proprio l’introduttiva Life is a Miracle. Da li è una continua sperimentazione,  ma fatta con classe e senza mai comunque tradire troppo il proprio stile.
Se conoscete già e amate la voce di Michael Bormann non abbiate comunque timore,  anche se questo Different potrà sembrarvi sicuramente differente dai suoi lavori precedenti, difficilmente vi deluderà.  Se poi vi servisse dopo la sua assunzione un pò di “Michael Bormann standard” allora potete tranquillamente ripiegare sui The Trophy a cui il biondo regala la sua voce per un puro album hard rock alla Bormann.
Se invece non conoscete Michael Bormann allora fino ad ora vi siete persi una delle più belle voci del pianeta e forse è arrivato il momento di rimediare… ;-)

TRACKLIST:

01.  Life is a Miracle *
02.  To the Top *
03.  Think Twice *
04.  Somebody
05.  Mr Rock’n'Roll
06.  My Favourite Time
07.  Breathless *
08.  Don’t You Tell Me *
09.  Wouldn’t Let You Down *
10.  Who Really Wants To Get Older
11.  No Way Out – It Hurts
12.  Was Mir Fehlt

* migliori canzoni

FORMAZIONE:

Michael Bormann : voce, tutti gli strumenti
ospiti:
Andreas Rippelmeier : chitarra
Lanvall : chitarra, pianoforte
Chris Ivo : tastiere
Eric Ragno : tastiere
Marco Grasshoff : tastiere

VIDEO:

LINK

http://www.michaelbormannpage.de/

http://www.myspace.com/michaelbormann

Bookmark and Share
Questo articolo è stato pubblicato in recensioni
e ha le etichette , , ,

3 Commenti

  1. Andrea Vizzari
    Pubblicato 08/11/2010 alle 15:53 | Link Permanente

    Album “differente” dal classico suono e stile bormann ma non per questo meno godibile, anzi secondo me è pure meglio dei precedenti con un quasi ritorno allo stile del primo omonimo debut.

    Meno canzoni iper pompate, sovraincisioni vocali con 1000 bormann tra voce principale, voce un tono sotto, voce tono sopra ecc ecc e più spazio alle melodie semplici.

    Di sicuro va ascoltato molte volte per essere capito

  2. Pubblicato 08/11/2010 alle 16:02 | Link Permanente

    Se devo essere sincero ho trovato Different molto più personale rispetto al primo solista di Bormann che sapeva troppo di Bon Jovi Style…

  3. Andrea Vizzari
    Pubblicato 09/11/2010 alle 02:23 | Link Permanente

    Quoto sul personale, anche se per me rispetto a conspiracy e capture il primo mi era piaciuto di più.

    Variegato, melodico, meno iperpompato mettiamola cosi..
    i can’t stop missing you, children of the heart, so what about…

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

  • sponsorizzati

o seguici su Facebook

MelodicRock.it è un progetto di
W studio design