recensione: White Widdow – White Widdow

WHITE WIDDOW - Review

Voto:★★★★★★★★☆☆ 

Artista:  White Widdow
Titolo:  White Widdow
Genere:  Melodic Rock / Aor
Anno di uscita:  2010
Etichetta:  Aor Heaven / Frontiers Records

Sicuramente i White Widdow non nascondono le loro influenze musicali che gli hanno portati a dar vita a questo loro primo album. Nati nel 2008 a Melbourne, Australia, il loro obiettivo per questa prima opera era di riportare in auge lo stile anni 80 che ha dato notorietà a band come White Sister , Survivor, Treat, Dokken, Aviator, Bon Jovi. Ci saranno riusciti?

LE CANZONI

Sarebbe sicuramente piaciuto a Dan Huff dei Giant l’intro del disco affidato a Shoukai.  Subito dopo si viene lanciati sulle note di Tokyo Rain, grande lavoro di chitarra e splendidi cori.
Broken Heart Won’t Last Forever riporta subito alla memoria i Tyketto, riuscita la prova vocale di Jules Mephisto e bellissimo l’arrangiamento delle tastiere. Un bel pezzo vitale in puro ’80 style.
Notevole anche la successiva We’ve Got The Wings in cui chitarra, voce e tastiere giocano tra loro in un riuscito connubio che raggiunge il suo apice durante il ritornello.
Una grande carica accompagna Cross to Bare in cui Julus Mephisto da nuovamente prova di una buona flessibilità vocale
Il ritornello di Don’t Fail Me Now è una maledizione che ti entra nella testa, impossibile non ritrovarsi per caso a canticchiarlo.
Attacco di tastiere a cui si aggrega in successione la chitarra di Enzo Almanzi per la successiva Spirit Of Fire, un bel pezzo che mantiene alta la qualità del disco. Lo spirito dei White Sister aleggia nell’aria.
Shadow Of Love è la classica power ballads, bello il gioco di voci anche se il pezzo risulta leggermente sottotono rispetto al resto del disco.
One More Day mette la carica, ritmo solare e melodia brillante che fa onore a tutti i grandi classici del genere Aor degli anni 80, molto old style anche la voce durante il passaggio del ritornello.
Change of Passion continua sulla linea melodica che accompagna tutto il disco, senza infamia e senza lode, ma forse le altre canzoni riescono a rendere qualcosa di più.
Si conclude con la bella Fire & Ice in cui ancora una volta possiamo apprezzare lo splendido lavoro che Xavier Mephisto riesce a mettere in piedi con le sue tastiere.

IN CONCLUSIONE

Un album che scorre via veloce, senza nessun calo degno di nota. Ti trascina nel suo ascolto verso sonorità che ormai pensavano relegate nel cassetto dei nostri ottantiani ricordi. L’Hard Rock melodico dei White Widdow ci viene servito da una band di alta caratura, che non molla mai la presa. Sicuramente da notare l’ottimo lavoro fatto alle tastiere da Xavier Mephisto e i coinvolgenti assoli di chitarra di Enzo Almanzi a cui si aggiunge la voce sullo stile “Warrant” di Jules Mephisto.
Un disco da ascoltare più volte per poterlo apprezzare in pieno e che farà la felicità di tutti gli amanti del buon Aor e Melodic Rock… consigliato!

TRACKLIST:

01. Shoukai (intro)
02. Tokyo Rain
03. Broken Hearts Won’t Last Forever *
04. We’ve Got The Wings
05. Cross To Bare *
06. Don’t Fail Me Now *
07. Spirit Of Fire
08. Shadows Of Love
09. One More Day *
10. Change Of Passion
11. Fire & Ice

* migliori canzoni

FORMAZIONE:

Jules Mephisto – voce
Enzo Almanzi – chitarra
Xavier Mephisto – tastiere
Trent – basso
Jim Naish – batteria

LINK

http://www.myspace.com/whitewiddowrocks

PER ACQUISTARE IL DISCO

http://www.frontiers.it/album/4774/

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3 Commenti

  1. Andrea Vizzari
    Pubblicato 30/10/2010 alle 03:05 | Link Permanente

    Mi sarei aspettato una votazione piena per questo disco..complimenti comunque ottima recensione come sempre

  2. Pubblicato 30/10/2010 alle 12:03 | Link Permanente

    Ho pensato parecchio sul voto da dare all’album… alla fine pur essendo un grandissimo album ho puntato “solo” su un 8 tenendo conto che il gruppo secondo me ha ancora molti margini di miglioramento… e questa non è una cosa negativa, anzi! Diciamo che secondo me hanno ancora bisogno di un pò più di “coraggio” per riuscire a esprimersi al massimo di quello che possono offrire… resta comunque una delle sorprese di questo fine anno!

    Poi, come ho già detto in altre occasioni, più che il voto di perse conta la recensione da cui si possono forse avere più “elementi” per riuscire ad inquadrare un album… ;-)

  3. Andrea Vizzari
    Pubblicato 30/10/2010 alle 18:33 | Link Permanente

    Mi sembra più che giusto :D

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